Consulenza Oro

Breve storia dell’oro: la storia di un tradimento.

Prima parte

La Transustanziazione dell’oro: realtà o magia?
Durante le mie ricerche nel reperire il materiale sulla trilogia del Nuovo Ordine Mondiale mi sono imbattuto nella bolla Sublimis Deus del 1537, emessa da Paolo III (1534-1549) e la creazione del TERZO Testamento Trust con cui il papato, attraverso il principio della Transustanziazione, trasforma le Anime dei cristiani in ORO. Con questa Bolla si assicurò il controllo delle ANIME. Per maggiori informazioni vedi il Cap. III, Le Tre Corone.
Ho pensato e cosa vuoi dire? L’oro è all’interno del triangolo che individua appunto il terzo testamento trust e ciò che è posto all’interno di un trust diventa per la legge internazionale del trust INTOCCABILE.
E a pag. 17 dello stesso capito Frank O’Collins autore australiano ci dice: ”La BIS [Bank of International Settlements o, la Banca dei Regolamenti dei Conti, o dei Regolamenti Internazionali], fu fondata ufficialmente a Basilea il 17 Maggio 1930 con approssimativamente 55-60 tonnellate d’oro che, in effetti, non furono mai convertiti in franchi svizzeri. Questo oro veniva dalle varie conquiste del Vaticano e del Sacro Romano Impero nel corso di secoli. Poi, ci fu la crisi del ’29 e tutte le Nazioni del mondo andarono in bancarotta ma, invece di usare l’oro della BIS, come sarebbe stato logico, iniziarono a concedere prestiti e a stampare moneta. Dopodiché, istituirono gli uffici delle tasse, le banche private e le banche centrali… Ma l’idea iniziò con la bolla Sublimis Deus”.
Ritorniamo a noi. Quindi, per il Vaticano la magia consiste nella transustanziazione in oro delle povere anime dei cristiani, mentre per le banche centrali, la magia consiste nella transustanziazione in oro degli interessi che le povere anime dei cristiani pagano sulla moneta. Capisci? Nei commenti a un mio video qualcuno mi ha scritto che i maghi non esistono più. A questi soggetti suggerisco bonariamente di commentare meno e documentarsi di più magari facendo domande giuste come ci ha suggerito il Dr. Day nel Cap. I, Il Nuovo Ordine dei Barbari e di leggere anche con attenzione il Cap. VII, The Georgia Guidestones, dove a pag. 63, parlando dei gradi dei Rosacroce, si legge: “Il terzo ordine è equivale a una Gran Loggia guidata da un Mago Supremo, un Mago Sostituto Anziano e un Mago Sostituto Junior. I membri del secondo ordine che hanno prestato servizio alla società e sono stati selezionati dal Mago Supremo per tale avanzamento possono ricevere il Grado VIII di Magister e il Grado IX di Magus”. (Fonte: Wikipedia inglese)

Vedete all’interno dell’Ordine dei Rosacroce continuano a chiamarli Maghi o Magus. Quindi attenzione contrariamente a quanto dichiarato in rete da un 33º del Rito Scozzese in sonno e che molti di voi conoscono bene i Rosacroce non sono affatto estinti ma vivi e in ottima salute.
David Rivera nel libro History of New World Order, Storia del Nuovo Ordine Mondiale, scrive: “Dopo essere stato sostituito all’università a febbraio, Weishaupt fuggì attraverso il confine fino a Ratisbona, stabilendosi infine a Gotha, dove trovò rifugio da un altro membro degli Illuminati, il duca di Saxe-Gotha [il Granduca Ernesto III]. Dopo il Congresso di Wilhelmsbad (1782), gli Illuminati funzionarono secondo la seguente struttura organizzativa:

ASILO/PRINCIPIANTI
1) Novizio
2) Principiante
3) Minervale
4) Illuminato

SIMBOLICO (Muratura)
1) Apprendista
2) Compagno d’Arte
3) Maestro

SCOZZESE (Muratura)
4) Illuminati Maggiore (Novizio scozzese)
5) Illum. Dirigente (Cavaliere scozzese)

I MISTERI MINORI
1) Presbitero (o Sacerdote)
2) Principe (o Regent)

I MISTERI MAGGIORI
3) Magus
4) Rex

Quindi dal punto di vista simbolico e semantico si deve dedurre che esiste che una stretta correlazione tra i maghi degli Illuminati menzionati dal ex-gesuita David Rivera e i maghi Rosasocraciani di oggi, infatti, Wikipedia ne parla al presente. Quindi sono ancora attivi con nomi e cognomi. Come si fa a sostenere che si sono estinti?

Le Magie di Wall Street
Continuando lo studio a settembre/ottobre del 2021 mi sono poi imbattuto negli andamenti della borsa di NY e mi sono reso conto che c’era qualcosa che non quadrava. Chi mi conosce sa che non amo fare previsioni e che le lascio volentieri agli esperti, però vista la situazione di disastro economico, sociale e finanziario in cui ci troviamo, devo fare un’eccezione dicendoti la verità nuda e cruda, ovvero che non c’è più tempo, il “Salvatore” non è tornato e è il momento di agire e farlo al più presto. Con questo intendo dire di diversificare il cash depositato sul conto corrente comprando un 25-30% di oro e metalli preziosi.

Ora vediamo gli Indici più importanti di Wall Street che sono:
Dow Jones Industrial Average (DJIA), indice che misura la performance dei titoli di 30 grandi società quotate in borsa negli Stati Uniti. Puoi capire qual è la ragione per cui la borsa sta volando nonostante l’economia reale sia allo sfascio? In tutto questo non c’è nessuna logica!
Nasdaq (National Association of Securities Dealers Automated Quotations), è un indice di oltre 3.000 titoli che comprende i più importanti giganti mondiali della tecnologia e delle biotecnologie come Apple, Google, Microsoft…
S&P 500 (Standard & Poor’s 500 Index) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato delle principali 500 società quotate in borsa negli Stati Uniti.
Chiedi al tuo esperto finanziario se conosce il significato di queste sigle: Dow Jones Industrial Average, Nasdaq e S&P 500. Credo proprio di no! In aggiunta non sa nulla, ma proprio nulla dell’unica vera moneta: l’oro, ovviamente assieme all’argento, lacuna questa che cercherò di colmare io che non sono certamente un esperto di finanza. Queste cose non dovrebbe insegnarle il buon Nino Galloni o uno dei tanti esperti che abbiamo in Italia? Perché quando si parla di moneta non si parla mai dell’oro? Si parla tanto di monete alternative e si dimentica l’importanza dell’oro come moneta nella storia. Non è un controsenso?
Nell’autunno del 2021 l’indice Dow Jones stava volando tra i 33mila e i 36mila punti. Oggi, 6 gennaio 2022, giorno della befana, l’indice è di 36,407, al febbraio 35,630 e continua a volare mantenendosi non a caso nel range tra 33mila e 36mila punti. Come è possibile? Sai perchè? La riposta la trovi nella trilogia. Gli esperti non ne sanno niente, sembra fantascienza finanziaria ma è una semplice magia. L’unica possibilità per spiegare i bizzarri andamenti finanziari del Dow Jones è quella di ipotizzare che ci deve essere una sovrastruttura da qualche parte in condizione di controllarne le trenta compagnie che lo costituisco, altrimenti sarebbe impossibile. È possibile pensare che chi guida oggi i Consigli Supremi fondati da Pike e Mazzini intorno al 1850 e da me menzionati per la prima volta in Italia nella trilogia siano riusciti nel corso di questi decenni a ambire a un tale traguardo? E perché no?
Ma come è possibile che la borsa voli quando l’economia un po’ da per tutto sta andando a rotoli? Vedi queste sono le magie dei maghi di Wall Street. Si tratta solo dell’ennesima bolla finanziaria pronta scoppiare quando sarà il momento giusto. Il crollo dell’economia sarà funzionale al Great Reset di Klaus Schwab fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum e finalizzato all’inserimento dei microchip sottocutanei per tutti gli occidentali. Alcune zone tra cui l’Africa ne rimarranno fuori almeno per cinque-dieci anni.
Quando esploderà la prossima bolla? Non si sa, ma prevedo una terribile crisi economica finanziaria che sarà più disastrosa di quella del ’29 e che causerà il fallimento quasi totale delle piccole e medie aziende soprattutto in Italia. C’è sempre stata una bolla speculativa con crisi finanziaria negli Stati Uniti ogni dieci-quindici anni: l’ultima è stata nel 2008, basta fare due conti.
https://www.statista.com/statistics/261690/monthly-performance-of-djia-index/

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Di sotto vedi gli maggiori crisi finanziante dal 1907.

• Il panico del 1907
• Lunedì nero e martedì 28-29 ottobre 1929
• Lunedì nero, 19 ottobre 1987
• Esplosione della bolla speculativa giapponese, 1992
• Crollo finanziario in Asia del 1997 (alias Tom Yum Kung Crisis)
• Dot-Com Bubble Burst, 2000-02
• Crisi dei mutui subprime, 2007-08
• Crash COVID-19, 16 marzo 2020, ma la crisi vera deve ancora venire e necessaria al Great Reset = Nuovo Ordine Mondiale

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Come proteggere il patrimonio
Partiamo da capo. Chi è che possiede le maggiori riserve d’oro? Dicono gli Stati. Io avrei dei grossi dubbi in merito, direi certamente: il Vaticano, i banchieri, le corporazioni, le fondazioni e solo in una piccola percentuale i cittadini. E quanti di noi hanno investito in oro? Pochi, in Italia meno del 5-6%. Perché sono cosi pochi? Attraverso la lettura di questo testo lo capirai. Ora facciamo l’esempio di cosa succede se crolla Wall Street.

Consideriamo due casi:
Caso A. Abbiamo 100mila € investiti in immobili, BOT, CCT, quote azionarie, bitcoin. Quello che vuoi tu.
Caso B. Abbiamo 100mila € investiti in oro (non in diamanti) nelle nostre case o depositati in Auvesta o istituti simili.
Cosa accade in caso di crisi grave? Accade che in poche ore il mercato può perdere fino al 50% come è successo nel ’29 e nel 2008 (nel ’29 perse molto di più). Quindi nel Caso A i 100mila € diventeranno 50mila. Cosa accade nel caso B dell’oro? L’oro dopo una prima perdita iniziale recupera, perché le persone cercano soluzioni sicure di investimento e scoprono dovrei dire “riscoprono” la vera moneta: l’oro. Infatti, qualsiasi cosa accade alla fine della crisi l’oro avrà mantenuto il potere di acquisto, anzi avrà acquistato almeno un 20-25% e coperto l’inflazione. Gli esperi dicono che questa volta raddoppierà il valore passando dalle attuale $57-58mila al kg a oltre i $100mila e io sono d’accordo con loro. Questo avverrà probabilmente dopo il Great Reset e l’introduzione della moneta digitale collegata al microchip sottocutaneo: cosa questa negativa. Quella positiva è che dopo aver ottenuto quello che vogliono, prevedo che ritorneranno al gold standard che, come vedremo nel capitoli successivi, è l’unica soluzione possibile per dare stabilità ai mercati finanziari e chi avrà oro ne trarrà sicuramente vantaggio non solo perché aumenterà di valore ma perché l’oro sarà tuo e nessuno te lo potrà toccare, contrariamente alla moneta digitale sulla quale la banca centrale ha il copyright (©) e che appartiene a loro. Il Dr. Dunegan nel Cap. I, Il Nuovo Ordine dei Barbari, della trilogia sul Nuovo Ordine Mondiale ce l’ha detto più di sessanta anni fa per bocca del Dr. Day. A pag. 45 si legge: “Si tratterà di microchip impiantati sotto pelle, ma che possono causare infezione o rigetto. Questo problema sembrerebbe superato grazie al silicone che in quel momento era ben tollerato e già ampiamente utilizzato nelle ricostruzioni del seno. I microchip saranno collocati sotto la pelle, o sulla mano destra, o sulla fronte (…)”. Basta vedere quello che sta succedendo in Svezia paese nel quale sono molto avanti. Anche la Sapienza di Roma ha iniziato recentemente la sperimentazione.
Anche nell’Appendice del Vol. 2 della trilogia intitolata “Aaron Russo, la FED e l’amicizia con Rockefeller”, a pag. 12 Aaron dice: “Il progetto è creare un governo mondiale in cui tutti abbiano un microchip impiantato da loro (RFID – Radio-Frequency Identification, Identificazione a Radio Frequenza). Tutti i soldi saranno lì e non ci saranno più contanti. E questo mi è stato detto direttamente dallo stesso (Nick) Rockefeller; questo è ciò che vogliono ottenere. Tutti i soldi saranno nel microchip. Così, invece di avere contanti, ogni volta che hai soldi nel tuo microchip, possono prelevarli quando vogliono. Se dicono: “Ci devi tutti questi soldi di tasse”, li detraggono dal tuo microchip digitalmente. (…)”
Quindi, in questo momento è assolutamente necessario riflettere sulla differenza concettuale tra soldi e oro, perché è solo una questione di tempo e il crollo finanziario sarà necessario e funzionale all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale e il compimento del Great Reset. Qual è la soluzione? Semplice: convertire almeno il 25-30% dell’asset personale e/o familiare nella vera riserva mondiale di papa Francesco, dei Gesuiti ed dei Rothschild, tanto per non far nomi, investendo in oro e i metalli preziosi.

La soluzione per me si chiama Auvesta.
Finalmente dopo anni sono riuscito a trovare un istituto in Germania che vende oro, argento, platino e palladio e funziona come una banca, pur non essendo un Istituto di credito. Le licenze per operare al commercio sono completamente diverse, lo sapevi? Se mi chiami ti spiego perché. Ma ritorniamo allo scenario della crisi apocalittica con il crollo di Wall Street. Buffo che gli esperti e broker non siano assolutamente preoccupati dell’ennesima bolla finanziaria. Sai perché non lo sono? Perché lavorano su commissione: guadagnando quando acquistano e quando vendono, quindi potrebbe anche cadere il mondo, loro cadrebbero sempre in piedi.

Cosa avviene nel caso A. In caso di crollo delle borse a un certo punto avrai bisogno di soldi, la situazione è già gravissima per molte famiglie a causa della pandemia e del Green Pass ora Super Green Pass e che io ho risoprannominato, scusate il francesismo, Super Green Fuck, e che fai in questo caso vendi ciò che è già stato svalutato del 50%. E chi lo compra? Sarai costretto a svenderlo. Se hai un immobile che fai, vendi le porte e finestre? Come fai a mangiare? Non pensare di andare a chiedere un prestito in banca perché anche se hai immobili non ti daranno un centesimo e anche se ti danno qualcosa non sarai mai in grado di restituire il debito in tempi brevi. Non voglio essere troppo negativo ma non farti fregare dall’indice di Wall Strett. L’economia in Italia è morta e il trend sarà negativo per un lungo periodo, credo almeno sino al 2025.

Caso B. Bene, quando invece hai oro e argento disponibili anche in piccoli pezzi, li puoi vendere se necessario e almeno mangi. Capisci la differenza? Quando poi l’economia riprenderà, anche nello scenario peggiore, l’oro avrà mantenuto il capitale e il potere di acquisto. Mai nella storia l’oro ha perso di valore dopo una crisi finanziaria o guerre. Lo sapevi? Anzi, ti dico ciò che gli esperti non osano dirti. Negli ultimi venti anni l’oro si è rivalutato di ben cinque volte. Infine, sull’oro non c’è IVA e non ci sono tasse di successione.

Meglio tenere l’oro a casa o in Auvesta?
Oro in casa. L’oro si può tenere in cassaforte in casa o in una banca. Alcuni suggeriscono di nasconderlo sotto terra da qualche parte. Si, per piccole quantità, potrebbe anche andar bene. Il problema è che non è assicurabile, te lo possono sempre fregare e diventa un problema se ti devi spostare all’estero. Credo che ognuno debba essere lasciato libero di tenerlo dove meglio crede. Per l’acquisto con AUVESTA suggerisco i lingottini in oro, planino, palladio e argento prodotti dalla Heraeus azienda di certificazione leader nel mondo. Compra le monetine d’oro dove vuoi al rivenditore della zona più vicino a te. Ma compralo!

Oro in Auvesta. L’obiezione principale che sento parlando con i miei clienti è che non si ha certezza che l’oro in deposito esista. Beh, non nascondo che questa era anche la mia preoccupazione smontata da quanto effettivamente succede in pratica. Infatti, quando si ordina l’oro, Auvesta assegna un codice di proprietà, lo stesso che è inciso in basso sul lingotto. È errato sospettare che l’oro non esista infatti, se lo richiedi, ti arriva in massimo quaratott’ore ore e questo ovviamente sarebbe impossibile se non ti fosse già stato assegnato e in deposito. Sulla sicurezza dei depositi faccio notare che Auvesta è un trust e su questo mi sono già espresso a sufficienza nei video precedenti dedicati al Cap. III, Le Tre Corone e sui video dedicati al Piano B che trovi sul mio canale di YT a Massimo Michele Guerrieri.
Ora un’altra considerazione molto interessante. Con il trasferimento dei soldi dalla banca ad Auvesta si perde di fatto la traccia dei soldi. In altre parole, mentre i soldi sul c/c sono sempre tracciabili come tutte le transazioni finanziarie, gli stessi, una volta depositati in un Istituto del genere spariscono dal sistema bancario. Ricompaiono nel momento in cui eventualmente vengono riaccreditati sul conto. Tutto è perfettamente legale. L’argomento è delicato e chi è interessato a saperne di più mi può contattare.

In conclusione, sull’oro non ci sono tasse o IVA e non c’è tassa di successione, quindi quando si muore se si possiede oro gli eredi non pagano nessuna tassa. Inoltre credere o non credere l’oro si è rivalutato di ben cinque volte negli ultimi venti anni. Ti devi chiedere: in un sistema nel quale ti tassano anche l’aria che respiri come mai l’oro non è tassato? La risposa dovresti averla capita. Quindi, mentre potranno obbligarti a convertire la loro moneta fiat depositata nel tuo c/c in quella digitale, non potranno obbligarti a convertire il tuo oro depositato in Auvesta nella moneta digitale. E se questo è vero il prezzo dell’oro andrà alle stelle e arricchirà chi ce l’ha.

Ricordo che la consulenza sull’oro è gratuita.
Significato della parola Auvesta: AU è il simbolo dell’oro e Vesta (pronuncia latina: wɛsta) era la dea vergine del focolare, della casa e della famiglia nella religione romana. In tedesco Vesta vuol dire “moneta”.

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Seconda parte

La Storia dell’Oro
I contenuti che seguono sono stati tratti dal libro di Ferdinand Lips: “Gold Wars”, Le Guerre dell’Oro: La battaglia contro la moneta solida vista da una prospettiva svizzera (2001).

Che cosa è veramente l’oro? Vi leggo alcune citazioni storiche tratte dal libro:
“L’oro è un dio vivente e governa con disprezzo Tutte cose terrene tranne la virtù.” e “L’oro è stato lo standard di tutte le grandi civiltà.” – Percy Bysshe Shelley (4/8/1792–8/7/1822), poeta romantico inglese

“L’oro è denaro e nient’altro.” – J.P. Morgan (17/4/1837–31/3/1913), banchiere

“Non fu Filippo, ma l’oro di Filippo, che conquistò le città della Grecia.”

Plutarco (46 – 119 a.C.), storico e filosofo greco

“L’oro è il sovrano di tutti i sovrani.”

Democrito (460 – 370 a.C.), filosofo greco

Storia antica
Gli egiziani furono i primi a estrarre e utilizzare l’oro su larga scala. Tra il 4.000 e il 2.000 a.C., si narra che ne produssero fino a 750 tonnellate. La maggior parte di questo vasto tesoro divenne proprietà dei faraoni e gran parte di esso fu utilizzato per l’elaborata decorazione delle tombe reali. Furono i greci i primi a usare l’oro come moneta sotto forma di monete coniate. Le prime monete d’oro puro furono, tuttavia, coniate dal leggendario monarca Lidio Creso (560-546 a.C.) ultimo re di Lidia, il cui vero nome era Karoś.
Il famoso figlio di Filippo, Alessandro Magno, completò l’opera di coniare lo “Statere” la principale moneta mondiale dell’epoca diffondendola fino all’India. L’imperatore romano Cesare introdusse la moneta d’oro “Aureus” che con Augusto divenne la moneta del primo mercato comune dell’epoca e che durò per secoli come moneta mondiale superiore. Anche gli ufficiali romani ricevevano la paga in Aureus. Fu il famigerato Nerone che iniziò a coniare monete. Questa prassi durò più di trecento anni e, come scrisse Edward Gibbon nella sua opera “History of the Decline and Fall of the Roman Empire“, Il Declino e la Caduta dell’Impero Romano: “Non ci si dovrebbe chiedere perché Roma sia crollata, ma piuttosto perché sia durata così a lungo”.
La stabilità Aureus prevalse per 75 anni sotto Cesare e Augusto. Alla fine, i romani ottennero un imperatore, il grande Costantino, che aveva una certa conoscenza dell’economia e delle arti militari. Per un certo tempo Costantino riuscì a arrestare la disgregazione dell’impero. Fu il fondatore del nuovo Impero d’Oriente, o di Bisanzio, ove coniò il “Solidus” o del “Bezantë” come lo chiamavano i Greci. In realtà, fondò una nazione completamente nuova che sarebbe sopravvissuta all’Impero Romano d’Occidente per oltre mille anni. Il Solidus introdotto divenne l’unità monetaria di base del mondo. È un fatto che, finché l’Impero Bizantino mantenne rigorosamente la purezza e il valore del Solidus, l’Impero non soccombette mai a un invasore straniero. C’è molta saggezza da trarre da quanto detto. Anche gli storici non esperti di economia riconoscono che la lunga sopravvivenza dell’Impero Bizantino, circondato da vicini ostili, fu principalmente dovuta alla superiore organizzazione economica e alla sua struttura finanziaria basata sull’oro.

Medioevo
Fu l’emergere delle città-stato italiane che portò l’Europa fuori dal Medioevo. Da un rinnovato interesse per la cultura e un rapido progresso economico si iniziò a formare quella che oggi è chiamata civiltà occidentale Nel 1252, la Repubblica di Firenze iniziò a coniare la prima moneta d’oro in Europa dopo Aureus di Cesare. I fiorentini coniarono il fiorino d’oro, il loro mezzo monetario di eccellenza, nonostante che all’epoca non si potesse parlare ancora di gold standard. Ventotto anni dopo [1280] la Repubblica di Venezia seguì l’esempio coniando il ducato dello stesso peso e valore del fiorino. Alla fine del secolo, quasi tutte le altre città dell’Italia settentrionale, e molte d’oltralpe, emettevano monete d’oro in tagli dei fiorini fiorentini e ducati veneziani.

Secoli dopo lo stesso Napoleone di fronte a una disperata situazione finanziaria agì brillantemente. Sebbene gli fosse stato consigliato di emettere una nuova carta moneta, lui la rifiutò. “Mai”, rispose, “pagherò in contanti [oro e argento] o niente”. E non infranse questa promessa nemmeno durante l’emergenza dei cento giorni [che indicano il periodo della storia europea compreso tra il ritorno di Napoleone Bonaparte a Parigi il 20 marzo 1815, dall’esilio all’isola d’Elba e la restaurazione della dinastia dei Borbone sotto re Luigi XVIII che avvenne l’8 luglio dello stesso anno]. Napoleone riorganizzò l’economia della Francia sulla base del gold standard che durò fino al 1914! Le monete d’oro francesi più popolari sono ancora chiamate “Napolèon”.

Storia recente
La N.M. Rothschild & Sons, nella City di Londra [indirizzo: New Court, St. Swithin’s Lane, London, EC4N 8AL], è il luogo in cui avviene la fissazione dell’oro che iniziò nel 1919. Si tiene due volte al giorno alle 10:30 e alle 15:00. New Court si trova nel sito architettonicamente ricco di St. Swithin’s Lane, uno stretto vicolo medievale nel cuore della City di Londra, nota come Square Mile, poiché è poco più di 1,12 miglia quadrate (716,80 acri; 2,90 km2).

Quindi, quando si dice che è il mercato che si auto-regola secondo la legge della domanda e dell’offerta, si dice una cosa non corretta in particolare nel caso dell’oro il cui prezzo, che come abbiamo appena visto è definito, secondo lo storico americano Eustace Mullins, da un comitato di tre persone che lavorano per i famiglia dei Rothschild, banchieri che controllano direttamente e indirettamente tutte le licenze del banking nel mondo: Russia e Cina inclusa. Nella trilogia faccio un ulteriore approfondimento su queste “licenze di banking” che i realtà non sono assegnate dai banchieri ma, con molta probabilità, autorizzate dal Vaticano stesso.

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Il Professor Antal E. Fekete (https://professor-fekete.com/) disse: “Oro e argento non sono stati scelti da governi corrotti e dai loro scagnozzi, ma da millenni di esperienza umana sotto la guida divina. Sono i veri metalli monetari che ci sono stati tramandati da tempi biblici”. E ancora: “La proprietà dell’oro non riguarda la lussuria: riguarda la libertà dell’individuo. Il gold standard non è un ‘gioco’: è l’incarnazione del principio senza tempo ‘pacta sunt servanda’, le promesse sono fatte per essere mantenute.”
E Ferdinando Lips nella Parte II del libro Gold Wars, continua scrivendo: “Per spiegare i motivi per cui la guerra contro l’oro si è intensificata negli anni bisogna tornare agli eventi cruciali e storici degli anni ’30. L’economia keynesiana era diventata la teoria economica dominante del mondo. Con alti e bassi questo è vero sino ad oggi. L’avvocato, docente e autore americano, René A. Wormser, ha scritto nel suo libro “Conservatively Speaking”, Parlando con Riserbo: “Nessun governo può operare con un sistema monetario costituito solo da moneta fiat senza avere gravi turbolenze economiche e alla fine dover affrontare il tragico giorno della resa dei conti. Un sistema monetario fiat spinge alla dissolutezza legislativa e produce inevitabilmente inflazione. Nel 1933, il Presidente Roosevelt ci costrinse ad abbandonare il gold standard e a cedere al governo tutti i nostri certificati d’oro in cambio di carta moneta. Era persino vietato usare l’oro come misura del valore nei contratti. Da allora e fino a 1975, è stato illegale detenere oro, tranne che per uso commerciale o autorizzato. Poco dopo l’emanazione di questi divieti, il presidente, con l’autorità concessa dal Congresso, svalutò il dollaro d’oro. Questi passaggi hanno inaugurato l’era del finanziamento del deficit e dell’intervento governativo inetto che ci ha portato all’attuale stato di disastro. È davvero strano che il presidente Roosevelt non abbia visto l’immoralità dei decreti che il Congresso ha adottato. Forse non gli importava? In una conversazione nell’ufficio del senatore Carter Glass, dopo aver appreso dell’annuncio che avremmo ripudiato la nostra promessa contrattuale di ripagare i titoli di stato in oro, il senatore disse: “È disonore, signore. Questo grande governo, forte nell’oro, sta infrangendo la sua promessa di pagare in oro le vedove e gli orfani ai quali ha venduto titoli di stato con l’impegno, appunto, di pagarli in monete d’oro per l’attuale valore. Sta infrangendo la sua promessa di riscattare la sua cartamoneta in monete d’oro. È disonore, signore. E così fu”. Mr. Wormser, aggiunge: “È molto importante studiare la storia antica perché fornisce un quadro più chiaro del motivo per cui stiamo parlando di una guerra dell’oro.
In una pubblicazione intitolata “How Americans lost the right to own gold and became criminals”, Come gli americani hanno perso il diritto di possedere oro e sono diventati criminali” il professor Henry Mark Holzer, ha spiegato come Roosevelt abbia basato il suo atto su un’oscura sotto-sezione dell’atto “The Trading with Enemy Act” [e di cui ho parlato anni fa su Accademia della Libertà ma il video sono andati persi]. La velocità con cui una modifica di questa legge è stata approvata in fretta dal Congresso ci ricorda chiaramente il modo in cui il Federal Reserve Act fu approvato proprio prima di Natale nel 1913 [e di cui parlerò a seguire]”.

Il 6 marzo 1933 con il New Deal iniziò quella complessa sequenza […] di proclami, messaggi, dichiarazioni, regolamenti, atti correlati […] attraverso la quale il Presidente e il Congresso si occuparono della “Gold Wars” come emergenza nazionale. Fu una completa manipolazione dell’oro”. La prima grande cosa da cambiare profondamente furono i soldi delle persone. L’oro fu nazionalizzato [in effetti confiscato], e il Tesoro [ovvero la Federal Reserve] avocò a sé tutte le monete d’oro e i lingotti preziosi [ricordo che non toccò quelli nei caveaux delle banche e negli istituti/trust privati come Auvesta] assieme ai certificati di depositi d’oro. E da allora non fu più necessario coniare monete d’oro. Fu creato un nuovo crimine, semplicemente quello di possedere oro, considerata azione di accaparramento e disonestà punibile dalla legge […]. L’aumento dell’inflazione fu indicata come abbastanza certa. […] La legge del 1869 che impegnava la Nazione a pagare i debiti nazionali sempre in oro venne abrogata e le promesse fatte, ripudiate: siamo fuori dal gold standard e molti pensano che siamo fuori anche da tutti gli standard etici.
A tal proposito il professor Henry Mark Holzer rinforza il concetto dicendo: “In effetti lo eravamo. Il New Deal aveva dato vita a una nuova classe di criminali; individui con la temerarietà di negare che il governo avesse il diritto di confiscare il loro oro”. Wormser aggiunge: “Quindi, dopo le promulgazioni del 1933, agli americani fu impedito di detenere l’oro come misura di valore. Da allora abbiamo avuto solo denaro fiat, denaro senza nulla dietro. Prima del 1933 sulle banconote della Federal Reserve c’era stampata la scritta con la promessa che avrebbero potuto essere convertite in oro. Successivamente la didascalia sulle banconote è stata modificata con la scritta “denaro legale degli Stati Uniti”. Quando finalmente qualcuno ha riconosciuto l’assurdità di questa storia la stessa è stata abbandonata e sul dollaro ora si legge la dicitura confortante: “In God We Trust”, Crediamo in Dio.
Il 30 gennaio 1934 il Congresso approvò il Gold Reserve Act con il quale autorizzò il presidente a definire un nuovo rapporto dollaro-oro tra il 50% e il 60% del precedente valore di 25,8 grammi d’oro [96% carati] o 23,33 grammi d’oro fino [99.9% carati]. Con questa operazione il presidente svalutò il dollaro a 13,71 grammi d’oro puro, con una riduzione del 41%.

Il Federal Reserve System (FED)
Ferdinando Lips continua dicendo: “Per capire meglio le reazioni tra oro e moneta è necessario dare uno sguardo, seppur frettoloso, al passato storico dell’oro come garanzia e alla storia recente della FED con la creazione del fiat dollaro.
Trentacinque anni fa, il presidente della FED Greenspan scrisse nel suo articolo “Oro e libertà economica”: “… l’oro e la libertà economica sono inseparabili. In assenza del gold standard, non c’è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l’inflazione. L’oro è il protettore dei diritti di proprietà. Se si afferra questo, non si ha difficoltà a comprendere l’antagonismo degli statisti nei confronti del gold standard. Come la libertà, il valore dell’oro non deve essere mai sottostimato”.
Ben Davies, CEO della Hinde Capital Mining Journal nel settembre 2010 a Londra dichiarò: “Non è noto che il XIX secolo [1800] sia stato un periodo di prosperità e crescita economica senza inflazione. Le principali valute mondiali rimasero stabili per un lungo periodo. Questa stabilità è mancata nel XX secolo. E aggiunge: ”Il gold standard del XIX secolo è il più alto risultato monetario del mondo civilizzato”.

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Leggendo il libro the Gold Wars si evince che dopo la creazione della FED [il Federal Reserve System che è la banca centrale e privata americana con sede a New York] nel 1914 la politica monetaria americana si indirizzò verso la moneta fiat, per ovvie ragione. La FED non stampa oro! Lips racconta tante cose interessanti nel libro che bisogna decodificare e leggere tra le righe. Per esempio una frase intrigante nel libro dice: “Da 1933 fino a 1975, è stato illegale detenere oro [negli Stati Uniti], tranne che per uso commerciale o autorizzato”. Mi sono chiesto, che vuol dire “autorizzato”? Per autorizzato si deve intendere l’oro detenuto nelle banche e nei caveaux, proprio come quello di Auvesta; insomma dove tengono l’oro i ricchi. Questo mica fu confiscato nel 1933! Non c’era nemmeno l’obbligo di dichiararlo. Fu rastrellato solo l’oro dei cittadini comuni. Avete capito questi furbacchioni? Questo è molto importante dal punto di vista della sicurezza dell’investimento in oro che è esentasse e assicurato. Inoltre, Auvesta è un trust e per le legge internazionale del trust nessuno può toccare, sequestrare o rubare ciò che è contenuto all’interno di un trust. L’argomento è stato da me ampiamente trattato nel Cap. III, Le Tre Corone nella trilogia sul Nuovo Ordine Mondiale e nei video che trovi sul mio canale di YT a Massimo Michele Guerrieri. Ma perché queste cose i consulenti finanziari non te lo dicono? Non le sanno perché non gliele insegnano o non gliele insegnano perché non le devono sapere? È per questo che i consulenti finanziari non vendono l’oro e nemmeno lo propongono al cliente? Non ne sanno proprio, perché? Dovrebbe essere il primo investimento da fare per diversificare i rischi!!!

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Al ritorno dal servizio militare nel 1946 – continua Mr. Lips – scoprii che i funzionari del Tesoro americano e britannico durante gli anni della guerra avevano negoziato in gran segreto una radicale riforma del sistema finanziario mondiale poi presentata a Bretton Woods del 1944. L’oro era stato nuovamente riconosciuto come valore di un sistema a parità fissa il cui funzionamento sarebbe stato supervisionato dal Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington. Ancora nel 1957, le riserve auree degli Stati Uniti superavano di un rapporto di tre a uno le riserve totali in dollari di tutte le banche centrali estere.
Nel 1968 fu istituito il famoso sistema dei prezzi “a due livelli”. Le autorità consentirono l’esistenza di un prezzo dell’oro a libero mercato, ma non considerato parte del sistema monetario. Questo fu fatto nella vana speranza che la pressione sul prezzo dell’oro si attenuasse. Non fu così. Il prezzo dell’oro sul mercato libero salì a $44 l’oncia e James Dines, autore del libro “The Invisible Crash”. l’Incidente Invisibile, nel 1975 scrisse: “Questo [il sistema dei prezzi “a due livelli”] pose l’oro come il padrone finanziario indiscusso del mondo e il denaro come il grande sconfitto assieme alle autorità monetarie, i banchieri centrali, gli economisti e i politici”.
John Exter ex banchiere della Federal Reserve, mi raccontò che fin dall’inizio la FED violò la disciplina del gold standard acquistando asset cartacei [denaro] e che John Kennedy provò a frenarne la crescita mantenerlo a $35 all’oncia. E come gestore di fondi anche Ben Davies confermò di aver sperimentato in prima persona le irregolarità che corruppero il mercato dell’oro. Queste irregolarità sono più profonde delle semplici micro distorsioni dei movimenti quotidiani nel mercato dell’oro; sono un sintomo di qualcosa di molto più grande. Non una guerra militare, ma è una guerra altrettanto dannosa perché causò perdita libertà, povertà e squilibrio di ricchezza. Fu come una vera guerra: fu la Guerra all’Oro.

Inizia la politica anti-oro americana
Nel suo libro “The US Dollar – An Advance Obituary”, Il Dollaro Americano – Un Necrologio Anticipato, il dottor Franz Pick, analista cecoslovacco di valuta internazionale nel 1981, scrisse: “La funzione monetaria dell’oro, durata più di 6mila anni, non è sempre piaciuta ai governi. Sin dal XVIII secolo la stampa di carta senza valore a una quantità fissa di oro ha reso difficile resistere all’attrattiva di stampare moneta fiat, a condizione poi che i governi fossero pronti a scambiarla con il metallo giallo. Ma i governanti e le repubbliche successive non sono stati in grado di gestire le proprie finanze e la valuta, senza spendere più di quanto dovuto a bilancio e sono stati costretti a fare default in vari modi [ricordo che secondo David Wynn Miller “genio” americano citato più volte nella trilogia e altri autori che dopo la crisi del ’29 TUTTE le nazioni andarono in bancarotta].
Durante il suo periodo di massimo splendore nel XIX secolo, il puro gold standard ha costituito la base per il periodo di maggior successo di sviluppo industriale e finanziario del mondo occidentale. Durò fino al 1914.
[Con la creazione della FED cambiò tutto. Per conoscere la vera storia ti suggerisco di leggere il libro “The Secrets Of The Federal Reserve“, I Segreti della Federal Reserve, scritto da Eustace Mullins e scaricabile gratuitamente qui, https://www.pdfdrive.com/eustace-mullins-secrets-of-the-federal-reserve-bank-e12197527.html].

Durante e dopo la Prima Guerra Mondiale le inflazioni che i governi non furono in grado di comprendere e controllare portò alla crollo della sterlina nel settembre 1931 e alla svalutazione del dollaro nel gennaio 1934, quando il prezzo dell’oro fu aumentato da $20,67 a $35,00 l’oncia. Da allora, l’America ha praticato una politica anti-oro, anche dopo che la proprietà dell’oro è stata resa legale alla fine del 1974, per impedire alle persone di possedere un metallo che i governi non possono controllare. [La limitazione alla proprietà dell’oro negli Stati Uniti fu abrogata dopo che il presidente Gerald Ford firmò un disegno di legge che legalizza la proprietà privata di monete d’oro, lingotti e certificati con atto del Congresso, codificato in Pub. L. 93–373, e con entrata in vigore il 31 dicembre 1974. Preciso che a tutt’oggi non c’è completa libertà di comprare oro da parte degli americani, infatti non possono comprare oro o metalli preziosi in Auvesta. Sono gli unici al mondo assieme ai cinesi!!! Alla faccia della più grande democrazia…].
E dottor Franz Pick conclude scrivendo: “Vi fu un diluvio di propaganda fuorviante e diffusa anti-oro da parte dei potenti interessi della carta moneta che accompagnò questa politica e ancora oggi [1981] trasmettono l’illusione che gli Stati Uniti non abbiano bisogno di lingotti d’oro per l’emissione di banconote”.

Commento finale
La guerra tra Russia e Ucraina oggi sta causando un’ascesa del valore dell’oro che negli ultimi 30 gg è aumentato di circa +902.71 dollari (1.48%) raggiungendo un valore di oltre 62,269.00 dollari. Durante i conflitti l’oro ha sempre incrementato il suo valore e questo avverrà anche con la guerra in Ucraina per la quale potrebbe sfondare la soglia dei 70mila. Quindi è proprio questo il momento di investire in oro e metalli preziosi. Compralo dove vuoi ma compralo!
La seconda parte finisce qui. Ti ricordo che la consulenza sull’oro è gratuita e per maggiori informazioni puoi contattarmi a mmguerrieri@yahoo.com.

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Terza parte

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