Consulenza Oro

Storia dell’oro: la storia di un tradimento

“Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera che ci viene insegnata – la storia ad usum delphini – e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa”. – Honoré de Balzac

Prima parte

La Transustanziazione* dell’oro: realtà o magia?
Durante le mie ricerche nel reperire il materiale sulla trilogia del Nuovo Ordine Mondiale mi sono imbattuto nella bolla Sublimis Deus del 1537, emessa da Paolo III (1534-1549) e la creazione del TERZO Testamento Trust con cui il papato, attraverso il principio della Transustanziazione – che significa, la presenza reale del Cristo nel sacramento eucaristico, attraverso il passaggio totale della sostanza del pane e del vino in quella del corpo e del sangue di Cristo – trasforma le Anime dei cristiani in ORO. Con questa Bolla si assicurò il controllo delle ANIME. Per maggiori informazioni vedi il Cap. III, Le Tre Corone.
Ho pensato e cosa vuoi dire? L’oro è all’interno del triangolo che individua appunto il terzo testamento trust e ciò che è posto all’interno di un trust diventa per la legge internazionale del trust INTOCCABILE.
A pag. 17 dello stesso capito Frank O’Collins autore australiano ci dice: ”La BIS [Bank of International Settlements o, la Banca dei Regolamenti dei Conti, o dei Regolamenti Internazionali], fu fondata ufficialmente a Basilea il 17 Maggio 1930 con approssimativamente 55-60 tonnellate d’oro che, in effetti, non furono mai convertiti in franchi svizzeri. Questo oro veniva dalle varie conquiste del Vaticano e del Sacro Romano Impero nel corso di secoli. Poi, ci fu la crisi del ’29 e tutte le Nazioni del mondo andarono in bancarotta ma, invece di usare l’oro della BIS, come sarebbe stato logico, iniziarono a concedere prestiti e a stampare moneta. Dopodiché, istituirono gli uffici delle tasse, le banche private e le banche centrali… Ma l’idea iniziò con la bolla Sublimis Deus”.
Ritorniamo a noi. Quindi, per il Vaticano la magia consiste nella transustanziazione in oro delle povere anime dei cristiani, mentre per le banche centrali, la magia consiste nella transustanziazione in oro degli interessi che le povere anime dei cristiani pagano sulla moneta. Capisci? Nei commenti a un mio video qualcuno mi ha scritto che i maghi non esistono più. A questi soggetti suggerisco bonariamente di commentare meno e documentarsi di più magari facendo domande giuste come ci ha suggerito il Dr. Day nel Cap. I, Il Nuovo Ordine dei Barbari e di leggere anche con attenzione il Cap. VII, The Georgia Guidestones, dove a pag. 63, parlando dei gradi dei Rosacroce, si legge: “Il terzo ordine equivale a una Gran Loggia guidata da un Mago Supremo, un Mago Sostituto Anziano e un Mago Sostituto Junior. I membri del secondo ordine che hanno prestato servizio alla società e sono stati selezionati dal Mago Supremo per tale avanzamento possono ricevere il Grado VIII di Magister e il Grado IX di Magus”. (Fonte: Wikipedia inglese)

Vedete all’interno dell’Ordine dei Rosacroce continuano a chiamarli Maghi o Magus. Quindi attenzione contrariamente a quanto dichiarato in rete da un 33º del Rito Scozzese in sonno e che molti di voi conoscono bene i Rosacroce non sono affatto estinti ma vivi e in ottima salute.
David Rivera nel libro History of New World Order, Storia del Nuovo Ordine Mondiale, scrive: “Dopo essere stato sostituito all’università nel febbraio, Weishaupt fuggì attraverso il confine fino a Ratisbona, stabilendosi infine a Gotha, dove trovò rifugio da un altro membro degli Illuminati, il duca di Saxe-Gotha [il Granduca Ernesto III]. Dopo il Congresso di Wilhelmsbad [1782 una delle date più importante della storia e mai menzionate dei libri], gli Illuminati [di Baviera] funzionarono secondo la seguente struttura organizzativa:

ASILO/PRINCIPIANTI
1) Novizio
2) Principiante
3) Minervale
4) Illuminato

SIMBOLICO (Muratura)
1) Apprendista
2) Compagno d’Arte
3) Maestro

SCOZZESE (Muratura)
4) Illuminati Maggiore (Novizio scozzese)
5) Illuminati Dirigente (Cavaliere scozzese)

I MISTERI MINORI
1) Presbitero (o Sacerdote)
2) Principe (o Regent)

I MISTERI MAGGIORI
3) Magus
4) Rex

L’8 settembre 2022 la Regina Elisabetta II è venuta a mancare. Siccome abbiamo menzionato gli Illuminati di Baviera e la casata dei Gotha a pag. 16 del Cap. VIII, intitolato “Elisabetta II e sua legittimità al trono”, scrivo: “La regina Elisabetta II proviene dalla casata tedesca Saxe-Coburg e Gotha, direttamente collegata al Duca Ernest III, uno dei fondatori degli Illuminati, assieme a William I, Charles William Ferdinand ed all’ex gesuita Adam Weishaupt che, secondo la mia opinione, in effetti, non ha mai abbandonato l’Ordine dei Gesuiti. Nel Cap. IV, a pag. 107 scrivo: ” Tra i fondatori dell’Ordine degli Illuminati [oltre a Mayer Amschel Rothschild] troviamo C.W. Ferdinand Duca di Brunswick, il Granduca Ernest III di Gotha [o anche Ernest I, di Saxe-Coburg e Gotha, la stessa casata delle Regina Elisabetta II] e William I l’Elettore dell’Assia [che tramite i Rothschild, fornì i mercenari a Re Giorgio III d’Inghilterra per combattere la Guerra d’Indipendenza. L’Assia era uno dei sedici stati federati della Germania].

Quindi dal punto di vista simbolico e semantico si deve dedurre che esiste una stretta correlazione tra i maghi degli Illuminati menzionati dal ex-gesuita David Rivera e i maghi Rosacrociani di oggi, infatti, Wikipedia ne parla al presente: sono ancora attivi con nomi e cognomi. Come si fa a sostenere che sono estinti?

Le Magie di Wall Street
Continuando lo studio a settembre/ottobre del 2021 mi sono poi imbattuto negli andamenti della borsa di NY e mi sono reso conto che c’era qualcosa che non quadrava. Chi mi conosce sa che non amo fare previsioni e che le lascio volentieri agli esperti, però vista la situazione di disastro economico, sociale e finanziario in cui ci troviamo, devo fare un’eccezione dicendoti la verità nuda e cruda, ovvero che non c’è più tempo, il “Salvatore” non è tornato e è il momento di agire e farlo al più presto. Mi riferisco ai depositi di contante in banca e che in un momento storico di grande volatilità dei mercati finanziari dovrebbero essere in una misura pari al 50% investiti comprando oro e metalli preziosi.

Ora vediamo gli Indici più importanti di Wall Street che sono:
DJIA (Dow Jones Industrial Average), indice che misura la performance dei titoli di trenta grandi società quotate in borsa negli Stati Uniti. Sai qual è la ragione per cui la borsa sta volando nonostante l’economia reale sia allo sfascio? In tutto questo non c’è nessuna logica, sii paziente che ora te lo dico.
Nasdaq (National Association of Securities Dealers Automated Quotations), è un indice di oltre tremila titoli che comprende i più importanti giganti mondiali della tecnologia e delle biotecnologie come Apple, Google, Microsoft…
S&P 500 (Standard & Poor’s 500 Index) è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato delle principali cinquecento società quotate in borsa negli Stati Uniti.


Chiedi al tuo esperto finanziario se conosce il significato di DJIA, Nasdaq e S&P 500. Credo proprio di no! In aggiunta non sa nulla, ma proprio nulla dell’unica vera moneta: l’oro, ovviamente assieme all’argento, lacuna questa che cercherò di colmare io che non sono certamente un esperto del settore. Queste cose non dovrebbe insegnarcele il buon Nino Galloni o uno dei tanti esperti che abbiamo in Italia? Perché quando si parla di moneta non si parla mai dell’oro? Si parla tanto di criptomonete e monete alternative e si dimentica l’importanza dell’oro come moneta nella storia. Non è un controsenso?

Ma ritorniamo a quanto dicevo. Nell’autunno del 2021 l’indice Dow Jones stava volando tra i 33mila e i 36mila punti. Oggi, 6 gennaio 2022, giorno della befana, è a 36,407 e continua a volare mantenendosi non a caso nel range tra 33mila e 36mila punti. Come è possibile? La riposta la trovi nella trilogia. Gli esperti non ne sanno niente, sembra fantascienza ma è, mio avviso, una pura e semplice magia legata al concetto della transustanziazione, alla numerologia e alla cabala. L’unica possibilità per spiegare i bizzarri andamenti finanziari del Dow Jones è quella di ipotizzare che ci sia una sovrastruttura in condizione di controllarne le trenta compagnie che lo costituisco. È possibile pensare che chi guida oggi i Consigli Supremi fondati da Pike e Mazzini intorno al 1850 e da me menzionati per la prima volta in Italia nella trilogia siano riusciti nel corso di questi decenni a ambire a un tale traguardo? Come è possibile che la borsa voli così in alto quando l’economia un po’ in tutto il mondo sta andando a rotoli? Vedi queste sono le magie dei maghi di Wall Street. Si tratta solo dell’ennesima bolla finanziaria pronta scoppiare quando sarà il momento. Il crollo dell’economia sarà funzionale al Great Reset di Klaus Schwab fondatore e presidente del World Economic Forum e finalizzato all’inserimento dei microchip sottocutanei per tutti gli occidentali e non solo. Alcune zone tra cui l’Africa ne rimarranno fuori almeno per cinque-dieci anni. Quando esploderà la prossima bolla? Non si sa, ma prevedo una terribile crisi economica finanziaria che sarà ben più disastrosa di quella del ’29 e che causerà il fallimento quasi totale delle piccole e medie aziende soprattutto in Italia. C’è sempre stata una bolla speculativa con crisi finanziaria negli Stati Uniti ogni dieci-quindici anni: l’ultima è stata nel 2008, basta fare due conti.
https://www.statista.com/statistics/261690/monthly-performance-of-djia-index/

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Di sotto vedi gli maggiori crisi finanziante dal 1907.

• Il panico del 1907
• Lunedì nero e martedì 28-29 ottobre 1929
• Lunedì nero, 19 ottobre 1987
• Esplosione della bolla speculativa giapponese, 1992
• Crollo finanziario in Asia del 1997 (alias Tom Yum Kung Crisis)
• Dot-Com Bubble Burst, 2000-02
• Crisi dei mutui subprime, 2007-08
• Crash COVID-19, 16 marzo 2020, ma la crisi vera deve ancora venire e necessaria al Great Reset = Nuovo Ordine Mondiale

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Come proteggere il patrimonio
Partiamo da capo. Chi è che possiede le maggiori riserve d’oro? Dicono gli Stati. Io avrei dei grossi dubbi in merito, direi certamente: il Vaticano, i banchieri, le multinazionali, le fondazioni e solo in una piccola percentuale i cittadini. E quanti di noi hanno investito in oro? Pochi, in Italia meno del 5-6%. Perché sono cosi pochi? Attraverso la lettura di questo testo lo capirai. Ora facciamo l’esempio di cosa succederebbe se Wall Street improvvisamente crollasse.

Consideriamo due casi:
Caso A. Abbiamo 100mila € investiti in immobili, BOT, CCT, quote azionarie, bitcoin. Quello che vuoi tu.
Caso B. Abbiamo 100mila € investiti in oro (non in diamanti) nelle nostre case o depositati in Auvesta o istituti simili.
Cosa accade in caso di crisi grave? Accade che in poche ore il mercato può perdere fino al 50% come è successo nel nel 2008 (nel ’29 perse molto di più). Quindi nel Caso A i 100mila € diventeranno 50mila. Cosa accade nel caso B dell’oro? L’oro dopo una prima perdita iniziale recupera perché le persone preferiscono soluzioni più sicure di investimento e scoprono, dovrei dire “riscoprono”, la vera moneta: l’oro. Infatti, qualsiasi cosa possa accadere alla fine della crisi l’oro non solo avrà mantenuto il potere di acquisto, ma avrà guadagnato almeno un 20-25% e cosa molto importante avrà protetto il patrimonio dalla tassa invisibile: l’inflazione.

Gli esperi dicono che questa volta raddoppierà il valore passando dal valore odierno a oltre i $70mila e io sono d’accordo con loro. Questo avverrà probabilmente dopo il Great Reset e con l’introduzione della moneta digitale collegata al microchip sottocutaneo come spiegato da Nick Rockfeller nell’Allegato al Vol. II intitolato “Aaron Russo, la FED e l’amicizia con Rockefeller”. Dopo aver ottenuto questo obbiettivo prevedo che ritorneranno al gold standard che, come vedremo nel capitoli successivi, è l’unica soluzione possibile per dare stabilità ai mercati finanziari. Quindi, chi avrà oro ne trarrà sicuramente vantaggio non solo perché aumenterà di valore ma perché sarà tuo al sicuro e nessuno te lo potrà toccare, contrariamente alla moneta fiat sulla quale la Banca Centrale Europea ha il copyright (©) che gli riconosce piena proprietà giuridica: ovvero, i soldi che hai in banca te li sei guadagnati, ci hai pagato le tasse, ma non sono tuoi!

Il Dr. Day nel Cap. I, Il Nuovo Ordine dei Barbari, ce l’ha detto più di sessanta anni fa. A pag. 45 si legge: “Si tratterà di microchip impiantati sotto pelle, ma che possono causare infezione o rigetto. Questo problema sarà superato poi grazie al silicone che in quel momento era ben tollerato e già ampiamente utilizzato nelle ricostruzioni del seno. I microchip saranno collocati sotto la pelle, o sulla mano destra, o sulla fronte (…)”. Basta vedere quello che sta succedendo in Svezia paese nel quale sono molto avanti. Anche la Sapienza di Roma ha iniziato recentemente la sperimentazione.
Sempre nell’Allegato a pag. 12, Aaron Russo riporta le parole di Nick Rockfeller dicendo: “Il progetto è creare un governo mondiale in cui tutti abbiano un microchip (RFID – Radio-Frequency Identification, Identificazione a Radio Frequenza). Tutti i soldi saranno lì e non ci saranno più contanti. È questo ciò che vogliono ottenere. Tutti i soldi saranno nel microchip. Così, invece di avere contanti, ogni volta che hai soldi nel tuo microchip, possono prelevarli quando vogliono. Se dicono: “Ci devi tutti questi soldi di tasse”, li detraggono dal tuo microchip digitalmente. (…)”
Quindi, in questo momento è assolutamente necessario riflettere sulla differenza concettuale tra soldi e oro, perché è solo una questione di tempo perché il crollo finanziario sarà funzionale all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale e il compimento del Great Reset.

Qual è la soluzione? La soluzione per me stesso l’ho trovata con Auvesta. Questo istituto tedesco ti permette di convertire in sicurezza parte del tuo patrimonio personale e/o familiare nella vera riserva mondiale di papa Francesco, dei Gesuiti, di tutti le massonerie e dei Rothschild, tanto per non far nomi, investendo in oro e i metalli preziosi. Finalmente dopo anni sono riuscito a trovare esattamente ciò che cercavo: un istituto che vende oro, argento, platino e palladio ma che funziona come una banca, pur non essendo un Istituto di credito infatti le licenze per operare al commercio sono diverse tra Auvesta e la banca.

Ma ritorniamo allo scenario della crisi apocalittica con il crollo di Wall Street. Buffo che gli esperti e i broker non siano assolutamente preoccupati dell’ennesima bolla finanziaria. Sai perché? Perché lavorano su commissione guadagnando quando acquistano e quando vendono: potrebbe anche cadere il mondo, loro cadrebbero sempre in piedi. E per capire come funziona Wall Street ti invito a vedere il film “The Wolf of Wall Street” con Leonardo di Caprio. Qualche volta Hollywood ci dice la verità.

Cosa avviene del nostri 100mila € nel caso A. In caso di crollo delle borse a un certo punto avrai bisogno di soldi, la situazione è già gravissima per molte famiglie a causa della pandemia e del Green Pass ora Super Green Pass e che io ho risoprannominato, scusate il francesismo, Super Green Fuck, e che fai in questo caso vendi ciò che è già stato svalutato del 50%. E chi lo compra? Sarai costretto a svenderlo. Se hai un immobile che fai, vendi le porte e finestre? Come fai a mangiare? Non pensare di andare a chiedere un prestito in banca perché anche se hai immobili non ti daranno un centesimo e anche se ti danno qualcosa non sarai mai in grado di restituire il debito e perderai la proprietà. Non voglio essere troppo negativo ma non farti fregare dall’indice di Wall Strett e dalle criptovalute. L’economia in Italia è morta e il trend sarà negativo per un lungo periodo, credo almeno sino al 2025.

Caso B. Quando invece hai oro e argento disponibili anche in piccoli pezzi, li puoi vendere se necessario e almeno mangi. Quando poi l’economia riprenderà, anche nello scenario peggiore, l’oro avrà mantenuto il capitale e il potere di acquisto. Mai nella storia l’oro ha perso di valore dopo una crisi finanziaria o guerre! Lo sapevi? Anzi, ti dico di più. Si dice che l’oro sia esclusivamente un bene di rifugio, ma negli ultimi venti anni si è rivalutato di ben cinque volte. Quale altra criptovaluta ha fatto altrettanto? Nessuna. Infine, sull’oro non c’è IVA e non ci sono tasse di successione (su questo punto vedi Fiscalità sull’oro, Parte quarta).

Meglio farsi consegnare l’oro a casa o tenerlo in Auvesta?
Oro a casa. L’oro si può tenere in cassaforte in casa o in una banca. Alcuni esperti suggeriscono di nasconderlo sotto terra in giardino o no so dove. Mah, a me sembra una sciocchezza: non è assicurabile, te lo possono rubare e diventa un problema se ti devi spostare all’estero. Poi sei così sicuro/a di poterti fidare di tua/o moglie/marito? Comunque si chiaro ognuno è libero di tenerlo dove meglio crede. In questo momento (settembre 2022) suggerisco di tenere in casa lingottini o monetine per un valore massimo di 10mila €. Questi li puoi acquistare o in Auvesta (i lingottini sono in oro, planino, palladio e argento) e sono prodotti dalla Heraeus azienda di certificazione N. 1 nel mondo, oppure li puoi comprare dal rivenditore più vicino a te.

Tenerlo in Auvesta. L’obiezione principale è che non si ha certezza che l’oro in deposito esista davvero. Beh, non nascondo che questa era anche la mia preoccupazione smontata da quanto effettivamente succede in pratica. Infatti, quando si ordina l’oro, Auvesta assegna un codice di proprietà. È errato sospettare che l’oro non esista infatti, se lo richiedi, ti arriva in massimo quaratott’ore ore e questo ovviamente sarebbe impossibile se non ti fosse già stato assegnato e in deposito. Vediamone i vantaggi:

1. È assicurato e in deposito presso uno dei caveau della Brinks azienda leader al mondo nello stoccaggio di metalli preziosi.

2. In qualsiasi momento su tua disposizione e a costi zero, Auvesta può vendere l’oro nelle quantità da te richieste al prezzo del giorno e bonificare la somma in euro anche al polo nord se desideri, in completa libertà. 

3. Con il trasferimento dei soldi dalla banca a Auvesta questi escono dal sistema bancario e utilizzati per l’acquisto di metalli preziosi: oro, argento, planino e palladio.

4. Sull’oro non ci sono tasse o IVA e la tassa di successione segue la normativa vigente che sarà trattata nel quarta parte.

Ti devi chiedere, in un sistema nel quale ti tassano anche l’aria che respiri come mai l’oro non è tassato? La risposta è semplice: l’oro è la riserva del Vaticano, delle grandi famiglie nobili, delle Nazioni dei Gesuiti e dei grandi Ordini iniziatici. Non a caso il logo da me scelto per il canale Consulenza oro e tratto dal libro di Ferdinand Lips “Gold Wars“, raffigura il dio egizio Horus collegato al sole e quindi all’oro. Se ne deduce che a livello simbolico già nell’antichità il metallo prezioso era venerato alla stessa stregua di Horus o del sole e tassarlo sarebbe come tassare il dio Horus, capisci? Cosa improponibile.

Significato della parola Auvesta: AU è il simbolo dell’oro e Vesta o Vestal Virgins, o Vestale (pronuncia latina: wɛsta) era la dea vergine del focolare, della casa e della famiglia nell’antica Roma. In tedesco Vesta vuol dire “moneta”.

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Seconda parte

La Storia dell’Oro
I contenuti che seguono sono stati tratti dal libro di Ferdinand Lips: “Gold Wars”, Le Guerre dell’Oro: La battaglia contro la moneta solida vista da una prospettiva svizzera (2001).

Che cosa è veramente l’oro? Vi leggo alcune citazioni storiche tratte dal libro:
“L’oro è un dio vivente e governa con disprezzo Tutte cose terrene tranne la virtù.” e “L’oro è stato lo standard di tutte le grandi civiltà.” – Percy Bysshe Shelley (4/8/1792–8/7/1822), poeta romantico inglese

“L’oro è denaro e nient’altro.” – J.P. Morgan (17/4/1837–31/3/1913), banchiere

“Non fu Filippo, ma l’oro di Filippo, che conquistò le città della Grecia.”

Plutarco (46 – 119 a.C.), storico e filosofo greco

“L’oro è il sovrano di tutti i sovrani.”

Democrito (460 – 370 a.C.), filosofo greco

Storia antica
Gli egiziani furono i primi a estrarre e utilizzare l’oro su larga scala. Tra il 4.000 e il 2.000 a.C., si narra che ne produssero fino a 750 tonnellate. La maggior parte di questo vasto tesoro divenne proprietà dei faraoni e gran parte di esso fu utilizzato per l’elaborata decorazione delle tombe reali. Furono i greci i primi a usare l’oro come moneta sotto forma di monete coniate. Le prime monete d’oro puro furono, tuttavia, coniate dal leggendario monarca Lidio Creso (560-546 a.C.) ultimo re di Lidia, il cui vero nome era Karoś.
Il famoso figlio di Filippo, Alessandro Magno, completò l’opera di coniare lo “Statere” la principale moneta mondiale dell’epoca diffondendola fino all’India. L’imperatore romano Cesare introdusse la moneta d’oro “Aureus” che con Augusto divenne la moneta del primo mercato comune dell’epoca e che durò per secoli come moneta mondiale superiore. Anche gli ufficiali romani ricevevano la paga in Aureus. Fu il famigerato Nerone che iniziò a coniare monete. Questa prassi durò più di trecento anni e, come scrisse Edward Gibbon nella sua opera “History of the Decline and Fall of the Roman Empire“, Il Declino e la Caduta dell’Impero Romano: “Non ci si dovrebbe chiedere perché Roma sia crollata, ma piuttosto perché sia durata così a lungo”.
La stabilità Aureus prevalse per 75 anni sotto Cesare e Augusto. Alla fine, i romani ottennero un imperatore, il grande Costantino, che aveva una certa conoscenza dell’economia e delle arti militari. Per un certo tempo Costantino riuscì a arrestare la disgregazione dell’impero. Fu il fondatore del nuovo Impero d’Oriente, o di Bisanzio, ove coniò il “Solidus” o del “Bezantë” come lo chiamavano i Greci. In realtà, fondò una nazione completamente nuova che sarebbe sopravvissuta all’Impero Romano d’Occidente per oltre mille anni. Il Solidus introdotto divenne l’unità monetaria di base del mondo. È un fatto che, finché l’Impero Bizantino mantenne rigorosamente la purezza e il valore del Solidus, l’Impero non soccombette mai a un invasore straniero. C’è molta saggezza da trarre da quanto detto. Anche gli storici non esperti di economia riconoscono che la lunga sopravvivenza dell’Impero Bizantino, circondato da vicini ostili, fu principalmente dovuta alla superiore organizzazione economica e alla sua struttura finanziaria basata sull’oro.

Medioevo
Fu l’emergere delle città-stato italiane che portò l’Europa fuori dal Medioevo. Da un rinnovato interesse per la cultura e un rapido progresso economico si iniziò a formare quella che oggi è chiamata civiltà occidentale Nel 1252, la Repubblica di Firenze iniziò a coniare la prima moneta d’oro in Europa dopo Aureus di Cesare. I fiorentini coniarono il fiorino d’oro, il loro mezzo monetario di eccellenza, nonostante che all’epoca non si potesse parlare ancora di gold standard. Ventotto anni dopo [1280] la Repubblica di Venezia seguì l’esempio coniando il ducato dello stesso peso e valore del fiorino. Alla fine del secolo, quasi tutte le altre città dell’Italia settentrionale, e molte d’oltralpe, emettevano monete d’oro in tagli dei fiorini fiorentini e ducati veneziani.

Secoli dopo lo stesso Napoleone di fronte a una disperata situazione finanziaria agì brillantemente. Sebbene gli fosse stato consigliato di emettere una nuova carta moneta, lui la rifiutò. “Mai”, rispose, “pagherò in contanti [oro e argento] o niente”. E non infranse questa promessa nemmeno durante l’emergenza dei cento giorni [che indicano il periodo della storia europea compreso tra il ritorno di Napoleone Bonaparte a Parigi il 20 marzo 1815, dall’esilio all’isola d’Elba e la restaurazione della dinastia dei Borbone sotto re Luigi XVIII che avvenne l’8 luglio dello stesso anno]. Napoleone riorganizzò l’economia della Francia sulla base del gold standard che durò fino al 1914! Le monete d’oro francesi più popolari sono ancora chiamate “Napolèon”.

Storia recente
La N.M. Rothschild & Sons, nella City di Londra [indirizzo: New Court, St. Swithin’s Lane, London, EC4N 8AL], è il luogo in cui avviene la fissazione dell’oro che iniziò nel 1919. Si tiene due volte al giorno alle 10:30 e alle 15:00. New Court si trova nel sito architettonicamente ricco di St. Swithin’s Lane, uno stretto vicolo medievale nel cuore della City di Londra, nota come Square Mile, poiché è poco più di 1,12 miglia quadrate (716,80 acri; 2,90 km2).

Quindi, quando si dice che è il mercato che si auto-regola secondo la legge della domanda e dell’offerta, si dice una cosa non corretta in particolare nel caso dell’oro il cui prezzo, che come abbiamo appena visto è definito, secondo lo storico americano Eustace Mullins, da un comitato di tre persone che lavorano per i famiglia dei Rothschild, banchieri che controllano direttamente e indirettamente tutte le licenze del banking nel mondo: Russia e Cina inclusa. Nella trilogia faccio un ulteriore approfondimento su queste “licenze di banking” che i realtà non sono assegnate dai banchieri ma, con molta probabilità, autorizzate dal Vaticano stesso.

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Il Professor Antal E. Fekete (https://professor-fekete.com/) disse: “Oro e argento non sono stati scelti da governi corrotti e dai loro scagnozzi, ma da millenni di esperienza umana sotto la guida divina. Sono i veri metalli monetari che ci sono stati tramandati da tempi biblici”. E ancora: “La proprietà dell’oro non riguarda la lussuria: riguarda la libertà dell’individuo. Il gold standard non è un ‘gioco’: è l’incarnazione del principio senza tempo ‘pacta sunt servanda’, le promesse sono fatte per essere mantenute.”
E Ferdinando Lips nella Parte II del libro Gold Wars, continua scrivendo: “Per spiegare i motivi per cui la guerra contro l’oro si è intensificata negli anni bisogna tornare agli eventi cruciali e storici degli anni ’30. L’economia keynesiana era diventata la teoria economica dominante del mondo. Con alti e bassi questo è vero sino ad oggi. L’avvocato, docente e autore americano, René A. Wormser, ha scritto nel suo libro “Conservatively Speaking”, Parlando con Riserbo: “Nessun governo può operare con un sistema monetario costituito solo da moneta fiat senza avere gravi turbolenze economiche e alla fine dover affrontare il tragico giorno della resa dei conti. Un sistema monetario fiat spinge alla dissolutezza legislativa e produce inevitabilmente inflazione. Nel 1933, il Presidente Roosevelt ci costrinse ad abbandonare il gold standard e a cedere al governo tutti i nostri certificati d’oro in cambio di carta moneta. Era persino vietato usare l’oro come misura del valore nei contratti. Da allora e fino a 1975, è stato illegale detenere oro, tranne che per uso commerciale o autorizzato. Poco dopo l’emanazione di questi divieti, il presidente, con l’autorità concessa dal Congresso, svalutò il dollaro d’oro. Questi passaggi hanno inaugurato l’era del finanziamento del deficit e dell’intervento governativo inetto che ci ha portato all’attuale stato di disastro. È davvero strano che il presidente Roosevelt non abbia visto l’immoralità dei decreti che il Congresso ha adottato. Forse non gli importava? In una conversazione nell’ufficio del senatore Carter Glass, dopo aver appreso dell’annuncio che avremmo ripudiato la nostra promessa contrattuale di ripagare i titoli di stato in oro, il senatore disse: “È disonore, signore. Questo grande governo, forte nell’oro, sta infrangendo la sua promessa di pagare in oro le vedove e gli orfani ai quali ha venduto titoli di stato con l’impegno, appunto, di pagarli in monete d’oro per l’attuale valore. Sta infrangendo la sua promessa di riscattare la sua cartamoneta in monete d’oro. È disonore, signore. E così fu”. Mr. Wormser, aggiunge: “È molto importante studiare la storia antica perché fornisce un quadro più chiaro del motivo per cui stiamo parlando di una guerra dell’oro.
In una pubblicazione intitolata “How Americans lost the right to own gold and became criminals”, Come gli americani hanno perso il diritto di possedere oro e sono diventati criminali” il professor Henry Mark Holzer, ha spiegato come Roosevelt abbia basato il suo atto su un’oscura sotto-sezione dell’atto “The Trading with Enemy Act” [e di cui ho parlato anni fa su Accademia della Libertà ma il video sono andati persi]. La velocità con cui una modifica di questa legge è stata approvata in fretta dal Congresso ci ricorda chiaramente il modo in cui il Federal Reserve Act fu approvato proprio prima di Natale nel 1913 [e di cui parlerò a seguire]”.

Il 6 marzo 1933 con il New Deal iniziò quella complessa sequenza […] di proclami, messaggi, dichiarazioni, regolamenti, atti correlati […] attraverso la quale il Presidente e il Congresso si occuparono della “Gold Wars” come emergenza nazionale. Fu una completa manipolazione dell’oro”. La prima grande cosa da cambiare profondamente furono i soldi delle persone. L’oro fu nazionalizzato [in effetti confiscato], e il Tesoro [ovvero la Federal Reserve] avocò a sé tutte le monete d’oro e i lingotti preziosi [ricordo che non toccò quelli nei caveaux delle banche e negli istituti/trust privati come Auvesta] assieme ai certificati di depositi d’oro. E da allora non fu più necessario coniare monete d’oro. Fu creato un nuovo crimine, semplicemente quello di possedere oro, considerata azione di accaparramento e disonestà punibile dalla legge […]. L’aumento dell’inflazione fu indicata come abbastanza certa. […] La legge del 1869 che impegnava la Nazione a pagare i debiti nazionali sempre in oro venne abrogata e le promesse fatte, ripudiate: siamo fuori dal gold standard e molti pensano che siamo fuori anche da tutti gli standard etici.
A tal proposito il professor Henry Mark Holzer rinforza il concetto dicendo: “In effetti lo eravamo. Il New Deal aveva dato vita a una nuova classe di criminali; individui con la temerarietà di negare che il governo avesse il diritto di confiscare il loro oro”. Wormser aggiunge: “Quindi, dopo le promulgazioni del 1933, agli americani fu impedito di detenere l’oro come misura di valore. Da allora abbiamo avuto solo denaro fiat, denaro senza nulla dietro. Prima del 1933 sulle banconote della Federal Reserve c’era stampata la scritta con la promessa che avrebbero potuto essere convertite in oro. Successivamente la didascalia sulle banconote è stata modificata con la scritta “denaro legale degli Stati Uniti”. Quando finalmente qualcuno ha riconosciuto l’assurdità di questa storia la stessa è stata abbandonata e sul dollaro ora si legge la dicitura confortante: “In God We Trust”, Crediamo in Dio.
Il 30 gennaio 1934 il Congresso approvò il Gold Reserve Act con il quale autorizzò il presidente a definire un nuovo rapporto dollaro-oro tra il 50% e il 60% del precedente valore di 25,8 grammi d’oro [96% carati] o 23,33 grammi d’oro fino [99.9% carati]. Con questa operazione il presidente svalutò il dollaro a 13,71 grammi d’oro puro, con una riduzione del 41%.

Il Federal Reserve System (FED)
Ferdinando Lips continua dicendo: “Per capire meglio le reazioni tra oro e moneta è necessario dare uno sguardo, seppur frettoloso, al passato storico dell’oro come garanzia e alla storia recente della FED con la creazione del fiat dollaro.
Trentacinque anni fa, il presidente della FED Greenspan scrisse nel suo articolo “Oro e libertà economica”: “… l’oro e la libertà economica sono inseparabili. In assenza del gold standard, non c’è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l’inflazione. L’oro è il protettore dei diritti di proprietà. Se si afferra questo, non si ha difficoltà a comprendere l’antagonismo degli statisti nei confronti del gold standard. Come la libertà, il valore dell’oro non deve essere mai sottostimato”.
Ben Davies, CEO della Hinde Capital Mining Journal nel settembre 2010 a Londra dichiarò: “Non è noto che il XIX secolo [1800] sia stato un periodo di prosperità e crescita economica senza inflazione. Le principali valute mondiali rimasero stabili per un lungo periodo. Questa stabilità è mancata nel XX secolo. E aggiunge: ”Il gold standard del XIX secolo è il più alto risultato monetario del mondo civilizzato”.

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Leggendo il libro the Gold Wars si evince che dopo la creazione della FED [il Federal Reserve System che è la banca centrale e privata americana con sede a New York] nel 1914 la politica monetaria americana si indirizzò verso la moneta fiat, per ovvie ragione. La FED non stampa oro! Lips racconta tante cose interessanti nel libro che bisogna decodificare e leggere tra le righe. Per esempio una frase intrigante nel libro dice: “Da 1933 fino a 1975, è stato illegale detenere oro [negli Stati Uniti], tranne che per uso commerciale o autorizzato”. Mi sono chiesto, che vuol dire “autorizzato”? Per autorizzato si deve intendere l’oro detenuto nelle banche e nei caveaux, proprio come quello di Auvesta; insomma dove tengono l’oro i ricchi. Questo mica fu confiscato nel 1933! Non c’era nemmeno l’obbligo di dichiararlo. Fu rastrellato solo l’oro dei cittadini comuni. Avete capito questi furbacchioni? Questo è molto importante dal punto di vista della sicurezza dell’investimento in oro che è esentasse e assicurato. Inoltre, Auvesta è un trust e per le legge internazionale del trust nessuno può toccare, sequestrare o rubare ciò che è contenuto all’interno di un trust. L’argomento è stato da me ampiamente trattato nel Cap. III, Le Tre Corone nella trilogia sul Nuovo Ordine Mondiale e nei video che trovi sul mio canale di YT a Massimo Michele Guerrieri. Ma perché queste cose i consulenti finanziari non te lo dicono? Non le sanno perché non gliele insegnano o non gliele insegnano perché non le devono sapere? È per questo che i consulenti finanziari non vendono l’oro e nemmeno lo propongono al cliente? Non ne sanno proprio, perché? Dovrebbe essere il primo investimento da fare per diversificare i rischi!!!

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Al ritorno dal servizio militare nel 1946 – continua Mr. Lips – scoprii che i funzionari del Tesoro americano e britannico durante gli anni della guerra avevano negoziato in gran segreto una radicale riforma del sistema finanziario mondiale poi presentata a Bretton Woods del 1944. L’oro era stato nuovamente riconosciuto come valore di un sistema a parità fissa il cui funzionamento sarebbe stato supervisionato dal Fondo Monetario Internazionale con sede a Washington. Ancora nel 1957, le riserve auree degli Stati Uniti superavano di un rapporto di tre a uno le riserve totali in dollari di tutte le banche centrali estere.
Nel 1968 fu istituito il famoso sistema dei prezzi “a due livelli”. Le autorità consentirono l’esistenza di un prezzo dell’oro a libero mercato, ma non considerato parte del sistema monetario. Questo fu fatto nella vana speranza che la pressione sul prezzo dell’oro si attenuasse. Non fu così. Il prezzo dell’oro sul mercato libero salì a $44 l’oncia e James Dines, autore del libro “The Invisible Crash”. l’Incidente Invisibile, nel 1975 scrisse: “Questo [il sistema dei prezzi “a due livelli”] pose l’oro come il padrone finanziario indiscusso del mondo e il denaro come il grande sconfitto assieme alle autorità monetarie, i banchieri centrali, gli economisti e i politici”.
John Exter ex banchiere della Federal Reserve, mi raccontò che fin dall’inizio la FED violò la disciplina del gold standard acquistando asset cartacei [denaro] e che John Kennedy provò a frenarne la crescita mantenerlo a $35 all’oncia. E come gestore di fondi anche Ben Davies confermò di aver sperimentato in prima persona le irregolarità che corruppero il mercato dell’oro. Queste irregolarità sono più profonde delle semplici micro distorsioni dei movimenti quotidiani nel mercato dell’oro; sono un sintomo di qualcosa di molto più grande. Non una guerra militare, ma è una guerra altrettanto dannosa perché causò la perdita di libertà, povertà e squilibrio di ricchezza. Fu come una vera guerra: fu la guerra all’oro.

Inizia la politica anti-oro americana
Nel suo libro “The US Dollar – An Advance Obituary”, Il Dollaro Americano – Un Necrologio Anticipato, il dottor Franz Pick, analista cecoslovacco di valuta internazionale nel 1981, scrisse: “La funzione monetaria dell’oro, durata più di 6mila anni, non è sempre piaciuta ai governi. Sin dal XVIII secolo la stampa di carta senza valore a una quantità fissa di oro ha reso difficile resistere all’attrattiva di stampare moneta fiat, a condizione poi che i governi fossero pronti a scambiarla con il metallo giallo. Ma i governanti e le repubbliche successive non sono stati in grado di gestire le proprie finanze e la valuta, senza spendere più di quanto dovuto a bilancio e sono stati costretti a fare default in vari modi [ricordo che secondo David Wynn Miller “genio” americano citato più volte nella trilogia e altri autori che dopo la crisi del ’29 TUTTE le nazioni andarono in bancarotta].
Durante il suo periodo di massimo splendore nel XIX secolo, il puro gold standard ha costituito la base per il periodo di maggior successo di sviluppo industriale e finanziario del mondo occidentale. Durò fino al 1914.
[Con la creazione della FED cambiò tutto. Per conoscere la vera storia ti suggerisco di leggere il libro “The Secrets Of The Federal Reserve“, I Segreti della Federal Reserve, scritto da Eustace Mullins e scaricabile gratuitamente qui, https://www.pdfdrive.com/eustace-mullins-secrets-of-the-federal-reserve-bank-e12197527.html].

Durante e dopo la Prima Guerra Mondiale le inflazioni che i governi non furono in grado di comprendere e controllare portò alla crollo della sterlina nel settembre 1931 e alla svalutazione del dollaro nel gennaio 1934, quando il prezzo dell’oro fu aumentato da $20,67 a $35,00 l’oncia. Da allora, l’America ha praticato una politica anti-oro, anche dopo che la proprietà dell’oro è stata resa legale alla fine del 1974, per impedire alle persone di possedere un metallo che i governi non possono controllare. [La limitazione alla proprietà dell’oro negli Stati Uniti fu abrogata dopo che il presidente Gerald Ford firmò un disegno di legge che legalizza la proprietà privata di monete d’oro, lingotti e certificati con atto del Congresso, codificato in Pub. L. 93–373, e con entrata in vigore il 31 dicembre 1974. Preciso che a tutt’oggi non c’è completa libertà di comprare oro da parte degli americani, infatti non possono comprare oro o metalli preziosi in Auvesta. Sono gli unici al mondo assieme ai cinesi!!! Alla faccia della più grande democrazia…].
E dottor Franz Pick conclude scrivendo: “Vi fu un diluvio di propaganda fuorviante e diffusa anti-oro da parte dei potenti interessi della carta moneta che accompagnò questa politica e ancora oggi [1981] trasmettono l’illusione che gli Stati Uniti non abbiano bisogno di lingotti d’oro per l’emissione di banconote”.

Commento finale
La guerra tra Russia e Ucraina oggi sta causando un’ascesa del valore dell’oro che negli ultimi 30 gg è aumentato di circa +902.71 dollari (1.48%) raggiungendo un valore di oltre 62,269.00 dollari. Durante i conflitti l’oro ha sempre incrementato il suo valore e questo avverrà anche con la guerra in Ucraina per la quale potrebbe sfondare la soglia dei 70mila. Quindi è proprio questo il momento di investire in oro e metalli preziosi. Compralo dove vuoi ma compralo!
La seconda parte finisce qui. Ti ricordo che la consulenza sull’oro è gratuita e per maggiori informazioni puoi contattarmi a mmguerrieri@yahoo.com.

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Terza parte

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale

La Banca Mondiale (WB) e il Fondo Monetario Internazionale (IMF) sono stati – prosegue Mr. Lips, autore del libro “Gold Wars”, Le Guerre dell’Oro – istituiti originariamente sia per aiutare i paesi a “gestire” la loro bilancia dei pagamenti al fine di rimanere nello standard di cambio del dollaro, sia per mantenere operativi gli accordi di Bretton Woods del 1944[ricordo tenutisi con la Seconda Guerra Mondiale in corso, attraverso i quali quarantaquattro paesi industrializzati ancorarono le loro valute al dollaro. Poi nel 1971 Nixon sostituì l’oro con il petro-dollaro impedendo alle banche centrali di scambiare dollari con oro].

Richard Salsman, Professore di Economia Politica alla Duke University, nel libro “Gold and Liberty”,  Oro e Libertà  scrive: “Quando il legame tra dollaro e oro fu interrotto nel 1971, tecnicamente non c’era più bisogno di queste agenzie [WB e IMF]. Ma come tutte le burocrazie governative queste istituzioni combatterono per rimanere al loro posto. Nel decennio successivo contribuirono alla crisi dei prestiti del ‘terzo mondo’, garantendo prestiti per progetti statali a governi non meritevoli. Queste agenzie, finanziate dai contribuenti dei paesi industrializzati, continuano a trasferire ricchezza dai produttori ai non produttori e dal 1971 le loro attività si sono ampliate”. [Per maggiori informazioni su come queste sovrastrutture finanziarie operano e per capire le loro vere finalità, ti rimando alla lettura del Cap. II, I Protocolli di Toronto, della trilogia da me scritta]. 

Il Fondo Monetario Internazionale è diventato un meccanismo per trasferire ricchezza dai poveri ai ricchi. Negli ultimi anni, tuttavia, è stato oggetto a crescenti critiche. Non solo la sua politica sull’oro è stata un disastro, ma anche le politiche in generale nei paesi in difficoltà sono state troppo spesso curate con la medicina sbagliata: austerità e svalutazione. L’opinione diffusa è, che anche nelle alte sfere degli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale non mancherebbe affatto se dovesse essere sciolto. La maggior parte delle sue funzioni utili potrebbero essere svolte dalla Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea  (BIS) [e di cui ho ampiamente parlato nelle trilogia].  

L’abbandono dell’oro è stata la nascita di una follia di mercato che il mondo non aveva mai visto prima e che potrebbe finire un giorno con un collasso finanziario che non ha eguali nella storia. Come disse Keynes*: “A lungo andare saremo tutti morti” e la sua cinica osservazione potrebbe trasformarsi in una profezia. C’è comunque speranza perché il mondo potrebbe vedere un giorno l’oro risorgere al posto che gli spetta.

* L’economia keynesiana prende il nome, le teorie e i principi dall’economista britannico John Maynard Keynes (1883-1946), considerato il fondatore della moderna macroeconomia. La sua opera più famosa, The General Theory of Employment, Interest and Money, Teoria Generale sull’Occupazione, gli Interessi e i Soldi, pubblicata nel 1936.

I sistemi con banconote fiat falliscono sempre

L’accordo Smithsonian ha fallito. [Smithsonian è il museo nazionale a Washington, D.C. dove nel dicembre 1971 le autorità economiche e finanziarie si riunirono inutilmente per cercare di salvare gli accordi di Bretton Woods del 1944. La riunione avvenne pochi mesi dopo che il presidente Richard Nixon aveva impedito alle banche centrali straniere di scambiare dollari con oro].

Il Sistema Monetario Europeo del 1979, fu abbandonato solo per essere seguito dal Sistema di Maastricht nel 1999. Nessun sistema cartaceo finanziario funzionerà mai a lungo. L’oro è l’unico bene abbondante con costante produzione annuale che può servire da denaro. Inoltre, finché i governi continueranno a interferire, a seguire politiche protezionistiche e a spendere più di quanto hanno, non c’è base per un sistema monetario onesto.

Nel suo epocale lavoro “Grundsätze der Volkswirtschaft”, Principi di Economia (1871) e nel suo articolo “The Origin of Money”, L’Origine dei Soldi, Carl Menger, economista e fondatore della scuola austriaca di Analisi Marginale, introdusse il concetto di liquidità come “l’utilità marginale dei beni a fronte del loro valore, piuttosto che da input del lavoro in sé […]. Il motivo per cui i metalli preziosi sono diventati il mezzo di scambio generalmente corrente tra tutti i popoli di civiltà economica avanzata, è perché la loro liquidità è di gran lunga superiore a quella di tutte le altre merci e, allo stesso tempo, perché si trovano a essere particolarmente qualificato per le funzioni concomitanti e sussidiarie del denaro”.

John Exter, ex banchiere statunitense tira le cuoia riassumendo: “Il keynesismo e il friedmanesimo sono semplicemente delle versioni del XX secolo di leggi di John Law.

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John Law (21/4/1671-21/3/1729) fu un economista scozzese che operò alla fine del XVII secolo che distingueva il denaro come mezzo di scambio, dalla ricchezza nazionale dipendente dal commercio. Fu controllore generale delle finanze sotto il duca d’Orléans, reggente del giovane Luigi XV di Francia. Riteneva che la creazione di denaro stimolasse l’economia e che la carta moneta fiat fosse preferibile all’oro: le azioni in monete fiat pagavano dividendi superiori. Introdusse per la prima volta la “riserva frazionaria” usata ancora oggi dalle banche in cui la stampa dei soldi è garantita solo da un 3-5% di denaro in deposito e da nessun controvalore in oro. Il termine “milionario” fu coniato per i beneficiari dello schema della legge di John Law. Le sue teorie risultarono un completo disastro per le casse delle Francia. Le sue proprietà all’epoca vennero confiscate ma, purtroppo, le sue teorie monetarie sopravvivono trecento anni dopo e sono state riprese in gran parte dalle moderne teorie monetarie di John Keynes e Milton Friedman.

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Secondo queste teorie macroeconomiche che ignorano completamente la disciplina della convertibilità in oro, semplicemente stampando cartamoneta possiamo in qualche modo ingannare la natura e ottenere qualcosa per niente, eliminando il ciclo economico e garantendo la prosperità perpetua della piena occupazione. Significa, che qualche economista, o consiglio di economisti che servono un governo, senza rischiare il proprio denaro e il proprio giudizio sul mercato, sanno così tanto sul funzionamento dell’economia, come John Law credeva di sapere, che possono decidere la politica monetaria, fiscale, commerciale, di prezzi, di redditi e di cosa è meglio per tutti noi.

Non c’è da stupirsi che a John Keynes e Co. non piacesse l’oro, per non parlare del gold standard. Non è che uomini come Keynes e Friedman non capissero, al contrario, ma si piegarono al vento politico dell’epoca [tutto è partito con la costituzione nel 1913 della Federal Reseve di New York]. Il guaio è che per più di mezzo secolo i loro seguaci nel mondo accademico hanno corrotto le menti di generazioni di studenti con i loro insegnamenti errati ed è per questa ragione che Walter Eucken [economista tedesco della scuola di Friburgo e padre dell’Ordoliberalismo, scienza economica che sostiene che la piena realizzazione dell’individuo non può compiersi se non vengono garantite la libera iniziativa, la libertà di impresa, di mercato e la proprietà privata] è giustamente considerato l’intellettuale della risurrezione economica della Germania. 

Ora, tutto il mondo stava comprando oro. Gli arabi erano clienti delle banche svizzere assieme a industriali francesi e tedeschi, magnati della navigazione greca, uomini d’affari e politici sudamericani, ricchi aristocratici di tutta l’Europa e piccoli risparmiatori. I maggiori acquirenti di tutti, tuttavia, sono stati gli italiani per la produzione dei gioielli: importavano anno dopo anno centinaia di tonnellate d’oro, trasformandolo in anelli, catene, medaglioni e lingotti. Questi prodotti sono stati poi esportati in tutto il mondo. A metà degli anni ’90, la produzione orafa italiana aveva raggiunto circa cinquecento tonnellate all’anno. Era più o meno lo volume di oro estratto all’anno in Sudafrica.

Di tanto in tanto il presidente [della FED] Alan Greenspan commentò nostalgicamente su quanto sarebbe stato migliore e più sicuro un gold standard rispetto all’attuale “non sistema”. Mr. Greenspan mese in guardia molte volte sull’esistenza di un “rischio sistemico”, che, a suo avviso, avrebbe potuto trasformarsi in una calamità in qualsiasi momento. Tuttavia, questo dramma non potrebbe mai accadere sotto la disciplina del gold standard.

L’oro è una precondizione per una società libera. Previene le politiche inflazionistiche e la corruzione. È un prodotto puro e non deteriorabile. La migliore riserva di valore e la migliore assicurazione. Solo ancorando l’economia ai principi del diritto naturale [riposto nei secoli nell’oro] potremo trovare una soluzione di lungo termine ai problemi del Sudafrica [Apartheid] e del mondo nel suo insieme.

La Svizzera e il Nuovo Ordine Mondiale

Pochi anni dopo nel 1996, la Banca Nazionale Svizzera [Swiss National Bank o BNS]  cambiò radicalmente la sua politica sull’oro. Nel gennaio 1973 sotto la guida di Fritz Leutwiler si verificò un altro cambiamento storico e drammatico. Pochissimi si resero conto dell’impatto che avrebbe avuto sul futuro della Svizzera come nazione sovrana. Lo stesso vale per la sua posizione nel campo finanziario o per gli effetti a lungo termine sulla sua economia. Per decenni la neutralità e la forza della moneta nazionale, il franco, furono alla base della fiducia del mondo nel sistema bancario svizzero. Il motivo era abbastanza semplice: il franco svizzero era sostenuto al 100% da oro e, quindi, considerato buono come oro. Per decenni la BNS era stata considerata solida come la Rocca di Gibilterra. Non che il suo record fosse impeccabile, al contrario, furono commessi molti errori. Ma aveva nelle sue casse 2,590 tonnellate d’oro come garanzia al franco svizzero. Era la quarta più grande riserva d’oro del mondo, equivalente all’8% dell’oro ufficiale totale. Grande quasi quanto la riserva della Germania, un paese dieci volte più grande. 

Nel 1973 una nuova generazione di funzionari della BNS entrò in azione [sono gli stessi funzionari presentati nel Cap. II, I Protocolli di Toronto o se vuoi i Cinque Stelle e i PD nostrani]. Avevano una visione diversa dell’oro. Potrebbero aver sentito parlare del gold standard, ma non lo avevano mai capito. Non avevano vissuto una crisi come quella del ’29. La maggior parte era nata dopo la guerra ed era stata educata a credere nel mercato azionario. Oggi, i banchieri d’investimento hanno generalmente una visione per lo più negativa dell’oro. Molti potrebbero non aver mai visto una moneta d’oro in vita loro. L’unico oro che hanno visto appartiene alle loro mogli. L’oro è al ribasso da venti anni [siamo alla fine degli anni ‘90]. Tutti credono che le azioni ordinarie sono al rialzo a causa della meravigliosa “liquidità” in circolazione. Non stupisce, quindi, se oggi e nel futuro prossimo l’oro avrà un ruolo di minore importanza nelle menti della nuova generazione di banchieri.

E il banchiere tedesco Erich Leverkus aggiunge: “Sin dai tempi di Omero, l’oro è stato il metro indiscusso con cui dovevano misurarsi tutti i trasferimenti monetari nel commercio estero. Dal 1971 e sotto l’influenza americana, si è verificata una diffusa ‘demonetizzazione dell’oro’ e la valuta ‘senza valore’ [soldi fiat] ha preso il posto del metallo prezioso”.

Molti anni fa, l’arciduca Otto von Habsburg [citato anche nella trilogia come membro degli ordini vaticani Supremo di Cristo e di San Silvestro e che di cose ne sapeva] osservò la direzione che l’UE stava prendendo e la rese pubblica nel suo celebre saggio “Ethics and Morality of Money”, Etica e Moralità dei Soldi, in cui scrisse: “[L’UE] sta sviluppando una forma di nuovo feudalesimo che possiede tutte le sue debolezze ma nessuna delle virtù dei precedenti sistemi feudali. Tutto appartiene a gruppi collettivi i cui amministratori burocratici se ne servono come meglio credono”.

L’economista Robert Parks ha commentato in una recente intervista quanto segue: “I sistemi monetari fiat crollano sempre perché l’avidità e la brama di potere non conoscono limiti. Coloro che possiedono la capacità di creare e trarre vantaggio dal denaro creato dal nulla vanno sempre oltre. Il risultato è generalmente una mossa verso un governo più statalista che sta al potere per rimediare al crollo dell’economia del momento e per prevenirne quelle future [parole che si adattano perfettamente al momento in cui stiamo vivendo]. Coloro che creano il denaro fiat sono solitamente lasciati in carica per anni e hanno un grande potere nelle mani”.

Nel frattempo, l’economia mondiale continua a navigare precariamente con il suo “non sistema monetario” altamente instabile. Ci possono essere tanti G-7 o G-8 quanti se ne possono immaginare, ma nessuno ha la minima idea di come si possa ripristinare il sistema monetario. Purtroppo, oggi come oggi, la conoscenza di quale dovrebbe essere il sistema monetario appropriato è stata quasi persa del tutto. Sono rimasti solo pochi saggi che sanno che solo un sistema monetario onesto in cui le persone scelgono liberamente ciò che preferiscono come mezzo di scambio, ovvero quello basato sull’oro e sul gold standard, può porre rimedio all’attuale e disastroso pasticcio valutario. La conoscenza di quei pochi che si sono presi il tempo e lo sforzo per studiare la storia del denaro e dell’uomo sarà un giorno estremamente necessaria. Quando sarà il momento servirà a porre fine alle sofferenze dell’umanità e a rilanciare l’economia mondiale riportando il sistema finanziario mondiale su un binario sicuro e dorato.

Citazioni importanti

James Dines, analista e consulente nel suo libro The Invisible Crash, Il Crollo Invisibile scrive: “È un’interessante nota storica che la proprietà privata dell’oro sia stata bandita da Lenin, Hitler, Mussolini, Mao Tse Tung e Franklin Delano Roosevelt”.

“I presidenti Kennedys e Johnson hanno affermato che l’oro non era necessario per sostenere la valuta degli Stati Uniti e che sarebbe stata demonetizzata, perché avevano capito che l’oro era un freno alla macchina da stampa.”

Si dice che Lenin, rivoluzionario, collettivista e statista sovietico, abbia dichiarato: “Quando avremo conquistato il mondo penso che useremo l’oro per costruire gabinetti pubblici nelle strade”.

A un cocktail party alla Casa Bianca fu chiesto a Paul Volcker, allora sottosegretario al Tesoro: “Quale sarebbe stata la reazione pubblica a una svalutazione del dollaro?” Rispose: “Non lo so. Comunque, chi se ne frega”. E ancora, in una riunione internazionale Mr. Volcker [quando era presidente della Federal Reserve 1975–1979] avvertì le nazioni europee presenti di non cercare di imporre le loro idee di ordine monetario al resto del mondo riaffermando con la massima fermezza la determinazione degli Stati Uniti a non aumentare il prezzo ufficiale dell’oro – all’epoca $38 all’oncia – e che poi sarebbe stato dismesso come metallo monetario. Tutte queste assurdità non erano dette ai soli funzionari statunitensi, ma anche a quelli europei.

25 marzo 2022 – La Banca di Russa torna al gold standard?

Anche Putin ha deciso di aumentare le riserve vendendo dollari. 

Vadimir Putin

Dichiarazione completa della Banca di Russia:

“Al fine di bilanciare domanda e offerta nel mercato interno dei metalli preziosi, la Banca di Russia acquisterà oro dagli istituti di credito a un prezzo fisso a partire dal 28 marzo 2022. Il prezzo dal 28 marzo al 30 giugno 2022 compreso sarà di 5,000 rubli per 1 grammo d’oro. Il livello dei prezzi stabilito consente di garantire una fornitura stabile di oro e di buon funzionamento all’industria dell’estrazione dell’oro nell’anno in corso. Dopo il periodo specificato, il prezzo di acquisto dell’oro può essere adeguato tenendo conto dell’equilibrio emergente tra domanda e offerta nel mercato interno.” 

Fonte: http://www.cbr.ru/press/PR/…

Conclusioni

In merito a questa notizia ultima sull’oro e a causa della guerra in corso in Ucraina, che continuerà probabilmente sino al 2025, la possibilità che l’oro schizzi a oltre 70,000 dollari al kg entro la fine dell’anno è altamente probabile. Quindi, questo è il momento ideale per acquistare oro.

È mia opinione ritenere che dopo il grande reset finanziario si tornerà al gold standard. E siccome ho citato il reset tanto caro a Klaus Schwab ti leggo un estratto dal Cap. IX 91-DIVOC, dalla trilogia in cui a pag. 41 afferma: “Al momento in cui scrivo [giugno 2020], la pandemia continua a peggiorare a livello globale. Molti di noi stanno riflettendo per capire quando le cose torneranno alla normalità. La risposta breve è: MAI. Nulla tornerà alla normalità che esisteva prima della crisi, perché la pandemia di coronavirus segna un punto di svolta fondamentale nella nostra traiettoria globale. Sono in arrivo cambiamenti radicali tali che alcuni esperti hanno fatto riferimento a un’era prima del coronavirus [a.C.] e dopo il coronavirus [d.C.]. Continueremo ad essere sorpresi sia dalla rapidità che dalla natura inaspettata di questi cambiamenti. Quando si confondono tra loro, provocheranno conseguenze di secondo, terzo, quarto e più ordine, effetti a cascata e risultati imprevisti”.

Quindi, quando certi soggetti, molti dei quali purtroppo operanti anche nell’informazione alternativa, sostengono che il Nuovo Ordine Mondiale è finito anche grazie all’intervento di Putin in Ucraina, questo soggetti dimostrano, perdonami la franchezza, di non aver capito una mazza. La guerra sarà funzionale, come lo è stato prima il coronavirus con la finta pandemia, all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale e il “buon” Putin sta diligentemente facendo la sua parte acché questo si realizzi il prima possibile. Niente è finito! Come ho ripetuto decine di volte nei miei interventi, siamo soltanto all’inizio. Questa fase come ho spiegato nelle Conclusioni della trilogia – costituita da 1042 pagine a colori – e ancora scaricabile nel formato eBook per 9,99 € dal sito amenteaperta.net, finirà probabilmente nel marzo del 2025. E, a breve, con l’attivazione del 5G, ne vedremo delle belle.

La strada da percorre è lunga e in salita e è per questo che ho messo a punto il Piano B e C per trasferirsi, anche momentaneamente, in Tanzania o a Zanzibar. 

Prevedo un autunno 2022 caldissimo in Italia soprattutto per gli ultra cinquantenni impropriamente chiamati No-Vax, e con restrizioni ulteriori per prelievi e bonifici bancari: vedi Canada. Il suggerimento quindi è, da un lato, di mettere a punto un tuo piano B, dall’altro, di diversificare il tuo patrimonio comprando oro e metalli preziosi. Un suggerimento: stai lontano dalle cripto-valute. Compra oro dove vuoi! Io lavoro con Auvesta in Germania.

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Quarta parte

Cosa è l’Euro?
A conclusione di questo breve ma pungente lavoro sull’oro non potevo non dire qualcosa sull’Euro. Per far questo mi avvalgo di uno dei migliori interventi che ho trovato in rete del 6 giugno del 2014 realizzato da Aldo Giannuli, politologo, storico e saggista italiano, direttore del centro studi Osservatorio Globalizzazione e Professore al Dipartimento di Storia dell’Università di Milano, intitolato: Copyright sulla moneta??? [Ovvero, Euro: moneta pubblica o privata?]. Si tratta di un video amatoriale probabilmente realizzato all’insaputa del professore stesso. Queste cose il buon Giannuli non potrebbe mai dirle oggi in maniera ufficiale come sostenitore dei Cinque Stelle ma allora, nel 2014, evidentemente lo poteva fare. Link: https://www.youtube.com/watch?v=iGwB-HSeEd8


Il Prof. Aldo Giannuli dice: “…Vedete vicino alla bandiera ci sono gli acronimi dell’unione della Banca Centrale Europea, nelle varie lingue. Ma prima tra la bandiera e queste scritte c’è un simboletto. Lo vedete? È il simboletto del copyright.
Scusate ma voi avete mai visto un francobollo, una marca da bollo, una banconota col copyright? Il copyright è per sua natura un istituto di diritto privato. La moneta è invece per sua natura un istituto di diritto pubblico, tant’è vero che se tu vai al ristorante e ti rifiuti di pagare in euro o meglio tu vuoi pagare in euro ma il ristoratore dice no signore gli euro non valgono più niente, mi paghi in dollari, in teoria il ristoratore fa un reato, perché la moneta in quanto istituto di diritto pubblico a corso forzoso la devi accettare. Ma qui noi siamo in presenza di una moneta che ha corso forzoso, o no? Attenzione noi chiamiamo Banca Centrale Europea quella che non è affatto una banca centrale, ma è un accordo di natura privatistica fra banche centrali nazionali, che infatti restano proprietarie della riserva aurea [che appartiene a loro e non agli Stati]. La riserva aurea non l’ha versata nessuno. Questa [l’Euro] in realtà è equivalente a una cambiale o a un qualsiasi titolo di pagamento di diritto privato e funge da moneta perché la accettiamo come tale. Ma ad esempio se dovesse esserci una crisi tipo giapponese o argentina, siete sicuri che funzionerebbe ancora? Perché, primo, non c’è scritto ‘pagabili a vista al portatore’. Secondo, non c’è scritto ‘la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi’, perché sarebbe insorto immediatamente un problema di carattere giuridico. Ecco perché la BCE è in realtà un accordo privato fra banche centrali dove addirittura può entrare la banca centrale inglese che non adotta questa moneta nel suo paese. Ecco un esempio delle costruzioni giuridiche europee.”
Questo video è stato messo un rete il 14 di giugno 2014 e in otto anni ha fatto solo 5755 video-ascoltatori con zero commenti. Capisci qual è il problema?

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E per dare un esempio di cosa si deve intendere per “costruzioni giuridiche europee” si può considerare l’Inghilterra che l’1 febbraio del 2020 è uscita dall’Euro zona. Ma ci deve porre la domanda: è uscita anche dalla banca centrale? Ovviamente NO! Mi sembra di ricordare che l’Inghilterra detenga ancora l’11%, o forse il 13% della BCE che peraltro è la quota maggiore detenuta da uno stato europeo. E in base a quale principio o legge si può uscire dall’Europa ma rimanere dentro la BCE? Che se ne fa delle quote della BCE? Se ne fa, se ne fa, eccome! Essere all’interno della BCE le permette di controllare le politiche monetarie europee, quantomeno per salvaguardare la sterlina. Inoltre, come ha detto precedentemente il Prof. Giannuli, la BCE “è un accordo di natura privatistica fra banche centrali nazionali” che quindi non risponde agli Stati.

Per chi ha letto la trilogia da me scritta sul Nuovo Ordine Mondiale e scaricabile dal sito, la BCE si può considerare come facente parte di quelle sovrastrutture chiamate anche Consigli Supremi o Grandi Triangoli, fondati da Albert Pike e Giuseppe Mazzini a Charleston negli Stati Uniti tra il 1850 e il 1860 e che da allora dirigono il mondo.
Ricordo che la Banca d’Inghilterra fu fondata come banca privata dai Rothschild nel 1694 e da allora è ancora sotto il loro controllo. Una delle aziende del gruppo la N.M. Rothschild & Sons, nella City di Londra è quella che fissa il valore dell’oro giornaliero, chiamato anche fixing di Londra o LBMA (Link: https://www.lbma.org.uk/prices-and-data/lbma-gold-price).

Molti buoni motivi per acquistare oro
Ho preso lo spunto per scrivere questa parte dal link, https://www.investopedia.com/articles/basics/08/reasons-to-own-gold.asp al quale ho poi aggiunto alcune altre considerazioni.


L’oro grazie al suo valore e la sua ricca storia intrecciata nelle culture per migliaia di anni è rispettato in tutto il mondo. Nel corso dei secoli le persone hanno continuato a detenere l’oro per vari motivi. Le società, e ora le economie, hanno dato valore all’oro perpetuandone così il valore. È il metallo su cui facciamo affidamento quando altre forme di investimenti non funzionano e questo grazie al fatto che mantiene sempre il suo valore, il potere di acquisto ed è la migliore assicurazione che puoi fare in tempi di economia stagnante o inflativa.
Di seguito sono riportati i motivi più importanti per cui è assolutamente necessario possederne un po’. In questo momento di completa volatilità dei mercati finanziari – siamo nel giugno del 2022 in attesa del grande reset di Klaus Schwab – suggerisco di investire almeno un 30-35% del propio patrimonio in oro e metalli preziosi. Solo agendo in questa maniera il tuo asset sarà, almeno parzialmente, protetto.

Diversificazione del portafoglio
La chiave per la diversificazione è trovare investimenti che non sono strettamente correlati tra loro; l’oro ha storicamente avuto una correlazione negativa rispetto a azioni e altri strumenti finanziari come visto precedentemente. La storia recente dice che:
• Gli anni ’70 furono ottimi per l’oro e terribili per le azioni.
• Gli anni ’80 e ’90 sono stati meravigliosi per le azioni, ma orribili per l’oro.
• La crisi dell’agosto 2008 ha spinto di nuovo i consumatori a investire in oro.
Ricordo che il metallo prezioso ha incrementato il suo valore di cinque volte dal 2000 al 2020. E solo il Bitcoin ha fatto meglio anche se è paurosamente crollato lo scorso anno perdendo il 50% del suo valore e tutte le cripto gli sono andate dietro. Perdite così drammatiche non sono mai capitate all’oro e mai potranno capitare.


Consigliare al mio cliente di investire in cripto ovvero in moneta digitale? No, grazie! E chi pensi che ci sia dietro a tutte queste nuove creazioni finanziarie basate sul nulla e che gonfiano ancora di più la bolla finanziaria di Wall Street? Per me è come consigliarti di comprare azione delle farmaceutiche controllate Bill Gates. Ma scusa, così facendo si favorisce soltanto l’avvento del grande reset, della vaccinazione obbligatoria per tutti e dell’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. Ma è proprio questo ciò che volgiamo? Direi proprio di no!
Quindi, per ridurre la volatilità e il rischio complessivo persone e consulenti intellettualmente onesti dovrebbero sempre diversificare combinando all’acquisto di azioni e obbligazioni quello dell’oro e di metalli preziosi. Questo in teoria. Nella realtà il consulente finanziario non può né consigliare, né tantomeno vendere oro ai propri clienti. La banca o l’istituto finanziario per il quale lavora non lo permette.

Fiscalità sull’oro
In sintesi:

  1. Esente IVA.
  2. Obbligo di sottoporre a tassazione del 26% la plusvalenza o capital game realizzata sulla vendita.
  3. Obbligo di indicazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi se conservato all’estero e di valore superiore a 12500 €.
  4. Obbligo di comunicazione all’UIF (Unità di Informazione Finanziaria) l’importazione di oro di valore superiore ai € 12500 (cd. comunicazione oro).
  5. Nelle successioni l’oro partecipa all’attivo ereditario e segue le esenzioni previste a seconda del grado di parentela. Ovvero, le aliquote e le franchigie stabilite per l’imposta sulle successioni e donazioni sono state previste dall’articolo 2, comma 48, del D.L. n. 262 del 2006. In particolare, vengono applicate le aliquote:
    • del 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro;
    • del 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100000 euro;
    • del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia;
    • dell’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia.
    Oltre alle franchigie di 100000 euro e di 1 milione di euro, vi è una ulteriore franchigia, pari ad 1.5 milioni di euro, per i trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992.

Nota importantissima riguardo al punto 3: tassazione del 26% della plusvalenza.
Facciamo un esempio pratico. Corrado circa 15 anni fa comprò 1 Kg di oro sfuso per un importo totale di 20000 €. Oggi lo vuole rivendere e la quotazione, in dollari, al fixing di Londra è equivalente a 50000 €. Corrado dovrà quindi pagare il 26% di capital game sulla differenza tra quando realizzato dalla vendita e quanto l’ha pagato, ovvero:
50000 € – 20000 € = 30000 €, dove il 26% equivalente a 7800 € se ne andranno a Roma.
ATTENZIONE: Il capital game invece non si applica se l’oro viene lasciato in deposito presso Auvesta, che poi utilizza i caveaux della Brinks – https://brinksglobal.com/precious-metals. Quindi, come ho ripetuto tante volte, io consiglio investimenti sino a un massimo 10000 € in oro o metalli preziosi sfusi, ma per investimenti importanti, per le ragione sopra esposte, consiglio di lasciare l’oro in deposito in Auvesta.

Sicurezza del deposito
In una intervista del gennaio del 2022 il dott. Franz Hölzl, CEO di Auvesta Edelmetalle AG, alla domanda “Cosa succede se Auvesta fallisce? E cosa succede del mio metallo?” Ha riposto: “Innanzitutto, possiamo dimostrare ai nostri clienti che la nostra stabilità finanziaria è garantita attraverso la certificazione Creditreform [Fondata a Magonza nel 1879]. Per i nostri clienti, sicurezza significa, da un lato, che possono rivendere i loro metalli preziosi senza spese [al prezzo giornaliero del fixing di Londra – LBMA,The London Bullion Market Association], dall’altro, che il loro investimento in oro è al sicuro. È impossibile che Auvesta possa fallire: le informazioni sullo stoccaggio e sull’asset sono disponibili in bilancio. Infatti, il metallo è dei clienti e non di Auvesta e non compare nei bilanci. Quindi, se Auvesta dovesse fallire, il liquidatore nominato cederebbe la proprietà ai clienti in denaro o in metallo prezioso.”

Mantiene il suo valore
A differenza della moneta fiat o altri beni, l’oro mantiene sempre il suo valore nel corso degli anni. La gente vede l’oro come un modo per trasmettere e preservare la propria ricchezza di generazione in generazione. Sin dai tempi antichi, le persone hanno apprezzato le proprietà uniche del metallo prezioso. L’oro non si corrode e può essere facilmente fuso (punto di fusione 1,064 °C), il che lo rende facile da lavorare per la creazione delle monete. Inoltre l’oro, a differenza di altri elementi, ha un colore unico e bellissimo. Infine, nella prima parte, hai letto che papa Paolo III (1534-1549) con la creazione del TERZO Testamento Trust collegò il principio della “Transustanziazione” all’oro collegando le Anime dei cristiani al metallo prezioso.

Dollaro USA vs. Oro
Come sappiamo il dollaro USA è la valuta di riserva più importante al mondo e quando perde valore rispetto ad altre valute come ha fatto tra il 1998 e il 2008, questo spinge gli investitori e le persone fisiche a investire in oro e metalli preziosi. In generale possiamo dire che il prezzo del dollaro è inversamente proporzionale al valore dell’oro e viceversa.
Link, https://www.macrotrends.net/1335/dollar-vs-gold-comparison-last-ten-years
Il prezzo dell’oro è quasi triplicato tra il 1998 e il 2008, raggiungendo il traguardo di $1000 l’oncia all’inizio dell’anno; quasi raddoppiando tra il 2008 e il 2012, raggiungendo la soglia di $1800- $1900 l’oncia. Il calo del dollaro USA si è verificato per una serie di ragioni, tra cui l’ampio deficit di bilancio del paese e un grande aumento dell’offerta di dollari am attenzione: il suo valore si è quintuplicato tra il 2000 e il 2020. Questa performance conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la validità dell’investimento in oro che, essendo svincolato da qualsiasi speculazione finanziaria perché ha un suo valore intrinseco, risulta senza nessun tipo di rischio e quindi dovrebbe essere il primo investimento da farsi.
Fonte: https://goldprice.org/gold-price-history.html

Protezione contro l’inflazione
L’oro è stato storicamente un’eccellente copertura contro l’inflazione, perché il suo prezzo tende a salire quando il costo della vita aumenta. Negli ultimi cinquanta anni gli investitori hanno visto i prezzi dell’oro salire e il mercato azionario precipitare durante gli anni di alta inflazione. Questo perché quando la valuta fiat perde il suo potere d’acquisto l’oro tende ad essere rivalutato. Inoltre, l’oro è visto come una buona riserva di valore, quindi le persone possono essere incoraggiate a acquistare oro quando credono che la loro valuta locale stia perdendo valore.


Incertezza geopolitica
L’oro mantiene il suo valore non solo in tempi di incertezza finanziaria ma anche in tempi di incertezza geopolitica. Viene spesso chiamata “merce di crisi”, perché le persone investono in oro = sicurezza, quando le tensioni mondiali aumentano. In questi periodi spesso supera gli altri investimenti. Il suo prezzo aumenta quando la fiducia nei governi è bassa. E ora con la guerra in Ucraina che non si sa per quanto durerà e che comunque probabilmente l’Europa e gli Stati Uniti perderanno, il prezzo dell’oro schizzerà alle stelle come molti analisti stanno dicendo da tempo. Prevedo un prezzo vicino se non oltre il $70,000 al kg per la fine del 2022 o al più tardi a metà del 2023. Vedremo, ogni tanto ci azzecco!

Trend crescente
Negli anni precedenti, la maggiore ricchezza delle economie dei mercati emergenti ha stimolato la domanda di oro. In molti di questi paesi, l’oro è intrecciato nella cultura. L’India è una delle più grandi nazioni consumatrici di oro al mondo dove c’è una vera e propria ostentazione a possedere e mostrare gioielli. La stagione dei matrimoni, in ottobre, è tradizionalmente il periodo dell’anno nella quale si vende più oro. In Cina, dove i lingotti d’oro sono una forma tradizionale di risparmio, la domanda di oro è stata risoluta. La domanda è cresciuta anche tra gli investitori. Molti stanno cominciando a vedere le materie prime e l’oro come una classe di investimento in cui dovrebbero essere allocati i risparmi. Infatti, SPDR Gold Trust, è diventato uno dei più grandi ETF negli Stati Uniti, nonché uno dei maggiori detentori mondiali di lingotti d’oro nel 2008, solo quattro anni dopo il suo inizio.

Estrazione di oro nei cinque principali paesi dal 1960 al 2011 con relativi trend.
https://www.researchgate.net/figure/Top-Five-Gold-Producing-Countries-Since-1960_fig2_306373684

Produzione mondiale negli anni
https://www.bullionstar.com/blogs/ronan-manly/annual-mine-supply-gold-matter/

Struttura atomica
Didascalia Oro (Au). Diagramma della composizione nucleare, configurazione elettronica, dati chimici e orbitali di valenza di un atomo di oro-197 (numero atomico: 79), l’isotopo più comune di questo elemento. Il nucleo è composto da 79 protoni (rossi), 118 neutroni (arancione) e 79 elettroni (bianchi) che occupano successivamente i gusci di elettroni disponibili (anelli). L’oro è un metallo di transizione nel gruppo 11, periodo 6, e il blocco d della tavola periodica. Ha un punto di fusione di 1064 gradi Celsius. Le tendenze attraverso i metalli di transizione sono dovute agli elettroni che riempiono un subshell d interno (qui, all’interno del 5° anello), schermando gli elettroni esterni (di valenza) dalla crescente carica nucleare.

Fonte: https://www.sciencephoto.com/media/553941/view/gold-atomic-structure
Per maggiori informazioni visita, https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/element/79

Tavola degli elementi
Fonte, https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/periodic-table/


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E parlando di simboli ricordo che:
“Quando la razza umana imparerà a leggere il linguaggio dei simboli,
un grande velo cadrà dagli occhi degli uomini”.
– Manly P. Hall

Conclusioni
L’oro dovrebbe essere una parte importante di un portafoglio di investimenti diversificato perché il suo prezzo aumenta in risposta a eventi che fanno diminuire il valore degli investimenti in moneta fiat, azioni e obbligazioni. Ricordo che il prezzo del dollaro è inversamente proporzionale al valore dell’oro e viceversa. Sebbene il prezzo dell’oro possa essere volatile a breve termine dopo una crisi – è proprio quello che sta avvenendo oggi con la pandemia e la guerra in Ucraina – questo mantiene e incrementa sempre il suo valore a lungo termine. Nel corso degli anni è servito da copertura contro l’inflazione e l’erosione delle principali valute e quindi è l’unico investimento sicuro in un momento come questo. Da non dimenticare infine che sull’oro non si pagano tasse, né IVA, né tasse di successione. Chiediti perché!?

Sotto vedi un link di uno canali di YT più interessanti che trattano oro e metalli preziosi con Mike Maloney e Ronnie Stoeferle. Il titolo di questo video del giugno del 2022 è: This Data Point Says Gold Prices Are Set to Explode, Questi dati dicono che i prezzi dell’oro sono destinati a esplodere. Link, https://www.youtube.com/watch?v=D2p_8DTMPlI. L’unica cosa che non condivido pienamente è che loro, come broker di borsa, consigliano di comprare EFL che sono quote azionare di aziende che operano nel settore dell’oro, ma a parte questo aspetto, le loro analisi macroeconomiche sugli andamenti economici sono condivisibili.

Quindi se hai intenzione di comprare oro i concetti esposti in questo breve report sono le cose che devi sapere e sulle quali ti devi riflettere. Per il momento il prezzo dell’oro è basso, ma non durerà per molto. Un consiglio: non ti fidare di nessuno. Documentati più che può e magari chiamami per una chiacchieratina senza impegno. La consulenza su oro e metalli preziosi è gratuita. Se sei già deciso a comprare contatta direttamente il dott. Walter Manca, agente Auvesta, all’indirizzo di posta elettronica mancaw.consulenze@gmail.com o al cell. 335 726 4044.

Buona fortuna e ricorda che: solo la Conoscenza ti Renderà Libero.

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